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Gita in Barca alla Scala dei Turchi

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Valle dei Templi, uno dei Patrimoni più belli e preziosi dell'Umanità

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La Zona Archeologica di Agrigento si trova nella parte meridionale della Sicilia, in sud Italia.

L’UNESCO ha deciso di inserire l’area archeologica di Agrigento nel prestigioso elenco dei siti “Patrimonio Mondiale Dell'Umanità” perché: Agrigento rappresenta, ancora oggi, la cultura greca.
L’UNESCO, arriva a questa decisione nel 1997, considerando che è di particolare rilievo il complesso dei templi dorici presente ad Agrigento ed  è uno dei principali esempi non soltanto dell’arte, ma dell’intera cultura greca.
L'UNESCO ha tenuto in forte considerazione il fatto che Agrigento sia stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo e che i suoi templi si siano conservati quasi intatti fino ai giorni nostri.

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Storicamente Akragas Agrigentum. Questo il nome dell’Agrigento di epoca greca che si è conservata in ottimo stato fino ai tempi nostri, come dimostra la Valle dei Templi.
I primi ad arrivare da queste parti
furono abitanti della città di Gela, originari delle isole greche di Creta e Rodi (581 a.c.).
Il periodo di massimo splendore di Siracusa coincide con quello della Magna Grecia ed in questo periodo Akragas Agrigentum si ricorda come uno dei centri più attivi che, in Sicilia, pare fosse
seconda solo a Siracusa.
Quanto alla sua bellezza, basta ricordare il poeta greco Pindaro che la definì “la più bella città dei mortali”.

 

Il tempio di Giunone, il Tempio della Concordia, il Tempio di Eracle, il Tempio di Zeus Olimpico, il Tempio di Castore e Polluce, il Tempio di Vulcano, il Tempio di Esculapio.
Sono sette i templi della mitica Valle di Agrigento e tutti in condizioni di conservazione
eccezionali.
A questi va aggiunta la Tomba di Terone, eretta per ricordare i caduti della seconda guerra punica.
Insomma, qui la storia è di casa ed Agrigento, all’interno del bacino del Mediterraneo, ne è stata il fulcro  per parecchi secoli.

 

L’area archeologica di Agrigento, con la sua Valle dei Templi, è la testimonianza più significativa della civiltà greca in Sicilia.
I Templi di quest’area, sorgono tra campagne di mandorli e fiori, quasi a voler essere incorniciati
in uno scenario che li rende immortali.
I Templi di stile dorico sono stati edificati a partire dal quinto secolo avanti Cristo con tufo calcareo trovato in loco. Ad essere meglio conservato (praticamente appare integro) è il Tempio
della Concordia che deve il suo nome ad una iscrizione latina trovata nei pressi del Tempio stesso.
Affascinanti anche i Templi di Eracle (Ercole) che è il più antico e quello di Zeus Olimpico
(Giove) con i suoi telamoni, enormi statue dalle sembianze umane.
Vi sono poi il Tempio di Giunone, di Castore e Polluce, di Vulcano e di Esculapio. Affascinante anche la posizione dei Templi, tutti rivolti verso Est in modo che la statua raffigurante la divinità all’interno del Tempio venisse irradiata dal sole che sorge la mattina.

 

La cattedrale di San Gerlando, in Agrigento, è nota, oltre che per la sua bellezza, anche per un particolare fenomeno detto “portavoce”. La tradizione vuole che dall’abside, la parte terminale della chiesa, complice il silenzio della cattedrale, si riesca a sentire ciò che viene bisbigliato all’ingresso.

 

La Valle dei Templi è aperta dalle 8.30 alle 19.00 tutti i giorni compresi domeniche e festivi.

info@valledeitempli.it

 

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Un pullman ha preso fuoco sulla Palermo-Sciacca
<p>Pullman dell'Ast in fiamme sulla <strong>Palermo-Sciacc</strong>a. L'autista dell'Azienda siciliana trasporti ha visto uscire del fumo dal vano motore e ha fermato il mezzo, facendo scendere i passeggeri. Poi il pullman ha preso fuoco. Sul posto sono intervenuti i carabinieri oltre ai vigili del fuoco che hanno spento il rogo. Non ci sono feriti, come confermano i militari dell'Arma.&nbsp;</p> <blockquote> <p>Pullman in fiamme sulla Palermo Sciacca, intervento dei vigili del fuoco (Foto) - <a href="https://t.co/E6oPoP2PRD">https://t.co/E6oPoP2PRD</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/blogsicilianotizie?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#blogsicilianotizie</a> <a href="https://t.co/rsWiN0mbL5">pic.twitter.com/rsWiN0mbL5</a></p> — Blog Sicilia (@blogsicilia) <a href="https://twitter.com/blogsicilia/status/1143067204621164544?ref_src=twsrc%5Etfw">24 giugno 2019</a> </blockquote> <p>&nbsp;</p>

Il dramma dei 3.200 dipendenti di Almaviva è l'inizio della fine per i call center?
<p>Sit-in a Palermo dei lavoratori <strong>Almaviva</strong>, colosso dei call center. Dalle 9 alle 13 presidi davanti ai punti di<strong> Wind</strong> e <strong>Tim</strong> di via Libertà, di tutti gli operatori liberi dal servizio, contro il rischio di<strong> dimezzamento</strong> degli stipendi e, a partire da settembre, di <strong>licenziamenti</strong> per il crollo dei volumi di traffico.</p> <p>Tim e Wind avrebbero fatto sapere - dicono i sindacati - che da luglio passeranno il 70% in meno di chiamate. Sindacati e lavoratori sollecitano il governo nazionale a "intervenire su una <strong>crisi</strong> strutturale" che in Sicilia mette a rischio 20 mila posti di lavoro, di cui 3.200 in Almaviva Palermo, in un contesto in cui "i volumi di traffico <strong>delocalizzato</strong> all'estero hanno percentuali che superano il 60%".</p> <p>Chiesto il rispetto delle tariffe minime stabilite dalla legge e sollecitata la costituzione di un fondo di settore. Un tavolo è&nbsp;stato fissato al ministero del Lavoro per mercoledì&nbsp;prossimo.</p> <p>In Italia circa 80mila persone lavorano nei call center. Di queste, la metà risponde alle chiamate dei clienti (inbound) e l'altra metà si occupa di outbound (ovvero propone agli utenti nuovi piani tariffari o prodotti da acquistare). Ma per molti di loro il posto di lavoro – che da anni rappresenta l'emblema della precarizzazione – è più a rischio che mai. E non è solo un problema dei lavoratori di Almaviva.</p> <p>Quella dei call center è stata per anni una giungla, ma nel settore si è nel frattempo insinuato un <strong>tarlo</strong> che ha lavorato in profondità, intrecciandosi a una crisi economica che ha di fatto sublimato una situazione esplosiva. La globalizzazione (e le delocalizzazioni) esistono anche per i call center. Altrove ci sono costi minori, ma questo si chiama <strong>dumping</strong> se poi si va a gareggiare su commesse in Italia. Si è intervenuti nel 2012 con l'articolo 24-bis del Dl sviluppo in cui è stato previsto che chiunque si rivolga o sia contattato da call center debba sapere se sta parlando con qualcuno all'estero.</p> <p>E sul futuro dei call center incombe il momento in cui chiameremo un'azienda,&nbsp;<a href="https://mail.eni.com/owa/redir.aspx?C=rKuf55AiL6BgFDXXyEfTivKnzhYLeSYHXHsxrvDc9zD1Ji6osuLVCA..&amp;URL=https%3a%2f%2fwww.agi.it%2fblog-italia%2friccardo-luna%2fpronto_c_google_al_telefono_e_ha_un_messaggio_per_chi_lavora_nei_call_center_-3875891%2fpost%2f2018-05-09%2f">alzerà la cornetta un call center e risponderà un software</a>. A&nbsp;gennaio&nbsp;<a href="https://mail.eni.com/owa/redir.aspx?C=RSUBnU57vBOk_gPTCJOcUIL7xYKOqmRoa_taG0u_PfL1Ji6osuLVCA..&amp;URL=https%3a%2f%2fwww.theinformation.com%2farticles%2fgoogles-controversial-voice-assistant-could-talk-its-way-into-call-centers">The Information</a>&nbsp;aveva rivelato che&nbsp;“alcune grandi società” stanno testando Duplex, la tecnologia di Google che permette a una macchina di conversare con gli umani, dando l'impressione di essere (fin troppo) umano.</p> <p>Quando il ceo di Google Sundar Pichai ha presentato la tecnologia, durante la conferenza degli sviluppatori, la prima reazione è stata di entusiasmo. Le due telefonate in cui <strong>Duplex</strong> interagiva con un cliente per prenotare un tavolo al ristorante e un appuntamento dal parrucchiere avevano messo in mostra una voce naturale, per nulla robotica, e un modo di esprimersi umano, costruito anche con l'artificio di alcuni intercalare non necessari, come “aaah” e “mmm”. Dopo aver chiuso la bocca per lo stupore, è subentrata la preoccupazione. Da una parte per i lavoratori che, con tutta probabilità, avrebbero<a href="https://mail.eni.com/owa/redir.aspx?C=pAmKZolVd1SUytG3yM0126h-7i6G5hQjxt0MrdLspoz1Ji6osuLVCA..&amp;URL=https%3a%2f%2fwww.agi.it%2feconomia%2fcall_center_robot_google_duplex-3893398%2fnews%2f2018-05-13%2f">&nbsp;perso il proprio posto</a>. Dall'altra il tema della trasparenza:&nbsp;<a href="https://mail.eni.com/owa/redir.aspx?C=FycSNVabANj1cNpPnmbmnNA2zBLP1wV95lbSNECuiPv1Ji6osuLVCA..&amp;URL=https%3a%2f%2fwww.agi.it%2finnovazione%2fassistente_vocale_google_polemiche-3887364%2fnews%2f2018-05-11%2f">alcuni osservatori avevano definito “orripilante”</a>&nbsp;l'idea di non poter distinguere tra uomo e macchina. La reazione è stata talmente forte da spingere Google a replicare. In una nota aveva affermato di “comprendere” il problema e di impegnarsi per costruire “meccanismi di trasparenza incorporati” che “identifichino in modo appropriato” l'intelligenza artificiale. In altre parole: Duplex dirà ai suoi interlocutori che è un software, senza bocca e orecchie.</p> <div> Google Duplex non si ferma. Non può farlo: è in compagnia e ha l'esigenza di prendere posizione in un mercato in grande espansione. Secondo le stime di MarketsandMarkets, i call center basati su cloud varranno 20,9 miliardi di dollari entro il 2022. Lo scorso anno ne valevano 6,8. Ecco perché in fila ci sono, tra gli altri, <strong>Amazon</strong> (con la sua intelligenza artificiale, Alexa), Ibm, Cisco. Microsoft ha svelato qualcosa di molto simile a Duplex a fine di maggio. Prima in un evento a Londra e poi durante la conferenza francese VivaTech: Xiaoice è un assistente digitale in grado di fare chiamate vocali con gli umani. E in Cina (unico Paese dov'è disponibile) è già attivo. In altre parole: Google non è sola, anche se Duplex ha fatto più trambusto dei suoi colleghi. </div>

La Ong che aiuta i migranti che vogliono lasciare l'Italia e tornare a casa
<p>A volte un rimpatrio può&nbsp;essere un progetto per il futuro: non una rinuncia e una fuga ma una nuova partenza. Si torna a casa per poter ricominciare una vita, migliore, senza doversi per forza staccare dai propri affetti. Su questo lavora Cefa, l'ong nata a Bologna nel 1972 come Comitato europeo per la formazione e l'agricoltura e che negli anni si è&nbsp;trasformata per offrire una risposta alle nuove emergenze. E la più&nbsp;recente riguarda i migranti.</p> <p>Cefa non si occupa di accoglienza di chi arriva ma di accompagnamento di chi vorrebbe tornare a casa propria perché&nbsp;non ha trovato in Europa ciò&nbsp;che andava cercando. "Persone ai margini della società, a un passo della disperazione, che con i nostri progetti riescono a ritrovare la dignità", spiega all'AGI Andrea Tolomelli che per Cefa&nbsp;è&nbsp;responsabile dei progetti in Marocco, Tunisia e Libia.</p> <p>Negli anni Novanta l'organizzazione si occupa di investire nei luoghi di partenza, non solo nell'Africa subsahariana, ma anche nel Maghreb e nell'Albania: i progetti sul tavolo vanno dagli investimenti nell'agricoltura all'alfabetizzazione. Dal 2011 si compiono i primi passi nel campo di quello che viene definito il Rimpatrio volontario assistito. Grazie a un bando del ministero dell'Interno, seguendo una direttiva Ue del 2008, vengono stanziati 2.400 euro per ogni persona che intende fare rientro nella terra d'origine. "Non è&nbsp;un bonus d'uscita", spiega Tolomelli. "Sono i soggetti interessati a contattarci. Per ogni caso facciamo fino a quattro colloqui in modo che la persona sia convinta della scelta. Poi viene inoltrata la domanda in prefettura che può&nbsp;autorizzare o rifiutare. La possibilità&nbsp;è&nbsp;per chi ha un permesso di soggiorno in scadenza o già&nbsp;scaduta. E, in ogni caso, chi lascia il Paese per l'ultima volta deve consegnare i suoi documenti agli agenti della frontiera e non può&nbsp;fare rientro in Ue per almeno tre anni. Non accettiamo casi di persone che tornando nel loro Paese potrebbero rischiare di non vedersi garantiti i diritti o di non ricevere l'assistenza di cui hanno bisogno".</p> <p>I fondi non vengono ceduti direttamente al rimpatriato. "Noi ci occupiamo del biglietto del viaggio, poi quattrocento euro vengono dati per le spese in Italia prima di partire". Il resto solo una volta a destinazione. "Qualche giorno dopo il rientro dell'interessato, facciamo i primi colloqui per il business plan. Non diamo soldi direttamente ma compriamo bene e servizi". E gli esempi sono tanti. A partire dal Marocco dove dal 2011 a oggi sono rientrate oltre 200 persone (contando anche gli altri Paesi, i rimpatri gestiti da Cefa sono circa 450).</p> <p>"C'è&nbsp;chi ha comprato un mezzo per fare le consegne, chi ha trasformato il garage di casa propria in una bottega di quartiere, chi ha investito nell'agricoltura perché&nbsp;figlio di agricoltori", continua Tolomelli. Merita di essere citato il caso di Rachid, un 30enne marocchino che in Italia è&nbsp;riuscito a restare solo un anno perché&nbsp;non vedeva prospettiva. "Ha fatto rientro con il nostro programma. Ha messo su un allevamento di pulcini nella sua terra natale, Ait Melloul, nel Sud. Tre anni dopo aveva già&nbsp;ampliato la sua attività&nbsp;e assunto altre persone".</p> <p>Non mancano però&nbsp;i fallimenti. "Alcuni dopo un anno si sono ritrovati di nuovo senza nulla, ma in certi non è&nbsp;prevedibile". Il modello dei rimpatri volontari è&nbsp;stato adottato anche dalla Francia e, di recente, dalla Germania. "La Francia destina ben 6.500 euro, oltre 4 mila in più&nbsp;rispetto all'Italia, e possono essere usati anche per arredare la casa o per iscriversi all'università. In Germania in bandi sono gestiti dal ministero degli Esteri, non dell'Interno, e questo sottolinea la visione che si ha di questi progetti". D'altronde il vantaggio anche per lo Stato è innegabile: "Un rimpatrio coatto costa 5.500 euro, solo per il biglietto e per gli agenti accompagnatori". Senza alcuna prospettiva.</p>

E' il giorno del giudizio per le Olimpiadi a Milano e Cortina
<p>Conto alla rovescia per l'assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026. Lunedì 24 giugno&nbsp;a <strong>Losanna</strong>, sede del Cio, i membri del Comitato olimpico internazionale decideranno a chi assegnare i Giochi olimpici invernali; e con l'avvicinarsi del verdetto sale in proporzione la tensione nelle città&nbsp;candidate: <strong>Milano e Cortina</strong> per l'Italia, <strong>Stoccolma e Aare</strong> per la Svezia.</p> <p>L'annuncio sarà dato nella&nbsp;&nbsp;nuova sede del Comitato Olimpico Internazionale, inaugurato domenica 23 con una&nbsp;celebrazione al Castello di Vidy nei pressi del nuovo futuristico edificio dello sport mondiale, costato 130 milioni di euro. Una giornata che ha avuto una valenza storica perché&nbsp;coincide con il 125esimo anniversario della fondazione del Comitato Olimpico Internazionale (23 giugno 1894 a Parigi) e&nbsp;vigilia dell'apertura della 134esima Sessione del Cio. La votazione, segreta e a porte chiuse, è&nbsp;prevista domani dalle ore 16 alle 16,30 e alle ore 18 il presidente del Cio, Thomas Bach estrarrà&nbsp;il foglietto con indicata la località&nbsp;vincitrice.</p> <p>Di alto profilo la delegazione italiana impegnata in Svizzera per assistere alla votazione: in prima fila il presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong> a testimoniare l'appoggio ai più alti livelli alla candidatura lombardo-veneta.</p> <p>Milano sarà&nbsp;rappresentata dal sindaco <strong>Giuseppe Sala</strong>, che si impose alle cronache nazionali per il ruolo chiave che rivestì&nbsp;in occasione di Expo 2015, l'evento che ha segnato l'era moderna del capoluogo regionale. A proposito della Lombardia, anche il governatore <strong>Attilio Fontana</strong> non farà&nbsp;mancare il proprio apporto nella giornata cruciale di lunedì.&nbsp;Della delegazione regionale fanno parte anche l'assessore&nbsp;al Bilancio, Finanza e Semplificazione <strong>Davide Caparini</strong> e il sottosegretario alla Presidenza con delega ai Grandi eventi sportivi, <strong>Antonio Rossi</strong>.</p> <p>In attesa della decisione finale diversi assessori della Giunta regionale saranno&nbsp;in piazza Gae Aulenti:&nbsp;il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala, Martina Cambiaghi (Sport), Riccardo De Corato (Sicurezza), Giulio Gallera (Welfare), Lara Magoni, campionessa ed ex Nazionale di sci (Turismo), Melania Rizzoli (Istruzione). Un maxischermo sarà&nbsp;allestito anche in piazza Garibaldi a <strong>Sondrio</strong>, dove cittadini, giornalisti e operatori dei media, seguiranno insieme all'assessore regionale agli Enti locali, montagna e piccoli comuni Massimo Sertori le ore che precederanno l'esito finale. La Valtellina è&nbsp;infatti uno dei pilastri della candidatura. Analoga iniziativa anche a<strong> Cortina d'Ampezzo</strong>, la 'perla delle Dolomiti', in Veneto.</p> <p>"Ho sentito il premier Conte e Salvini che mi ha chiesto come andava e gli ho risposto di avere fiducia" ha detto il&nbsp;presidente del Coni, <strong>Giovanni Malagò</strong>, al suo arrivo allo SwissTech Convention Center di Losanna.&nbsp;&nbsp;"L'atmosfera era amichevole, la nostra è&nbsp;una candidatura fantastica, Milano e Cortina sono alcune delle città&nbsp;più&nbsp;belle del mondo. Abbiamo la storia, la cultura, le tradizioni, la gastronomia e poi l'83% degli italiani vuole i Giochi".&nbsp;</p> <p>"Se non sbagliamo vinciamo. Tutto quello che dovevamo fare abbiamo fatto. Il nostro dossier è&nbsp;talmente migliore che devono attaccare in punti dove non c'è&nbsp;nulla"&nbsp;ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, <strong>Giancarlo </strong><strong>Giorgett</strong>i, anche lui a&nbsp;Losanna.</p> <p>Come per l'Expo, le Olimpiadi - oltre a rappresentare un'occasione di prestigio per le città&nbsp;ospitanti - sarebbero 'il pretesto' per rifare il look ad ampie aree di Milano e costituirebbero un ulteriore volano per l'economia della cosiddetta locomotiva d'Italia.</p> <h3>Impatto economico per i territori</h3> <p>Secondo uno studio dell'Università&nbsp;Bocconi, le ricadute economiche sono stimate in quasi 3 miliardi di euro solo per Milano e la Lombardia, con un valore aggiunto di ulteriori 1,2 miliardi. Importanti anche i riflessi per il mondo del lavoro, con 22 mila occupati in più&nbsp;dal momento dell'assegnazione dei Giochi fino al 2026.</p> <p>Insomma, una nuova Expo, che però&nbsp;durò&nbsp;6 mesi contro i 17 giorni della prevista durata dell'Olimpiade; con ricadute anche per le casse statali: un rapporto elaborato dalla Sapienza fissa in 602 milioni di euro gli introiti per l'erario, a fronte dei 415 milioni che dovranno essere stanziati per sostenere i costi legati alla sicurezza.</p> <p>I conti sembrano dunque essere dalla parte di chi questa duplice candidatura (sarebbe stata a 3 senza il forfait di Torino) l'ha fortemente voluta: tornando allo studio della Bocconi, infatti, per ogni euro investito (la Lombardia mette a disposizione complessivamente 321 milioni) ne 'torneranno' 2,7, con un vantaggio totale di 868 milioni.</p> <p>Bilanci che non tengono conto di tante altre, e persino più&nbsp;sostanziose, voci: dai costi che sosterranno le delegazioni dei paesi partecipanti a quelle che serviranno per permettere ai giornalisti di raccontare l'evento, per non parlare delle migliaia di visitatori e appassionati di sport invernali. Tutte queste persone spenderanno per mangiare, dormire, muoversi, ma anche per visitare luoghi e divertirsi, con un giro d'affari che potrebbe toccare un controvalore complessivo - incluso l'indotto - di quasi 1,5 miliardi di euro.</p> <p>Per quanto riguarda invece le aree destinate a subire un profondo rinnovamento e una totale riqualificazione, basterebbe ricordare (oltre ai lavori allo stadio San Siro deputato a ospitare la cerimonia inaugurale) la trasformazione dell'ex Scalo di Porta Romana dove sorgerebbe il Villaggio olimpico. Insomma, benefici diffusi per immagine, conti, occupazione, lasciti futuri, che i cittadini sembrano aver colto, come dimostrano i sondaggi che in Italia sembrano sfociare in un plebiscito a favore dei Giochi, mentre in Svezia si è&nbsp;ben più tiepidi: 34% i favorevoli, 37% i contrari, il 29% non sa (dati Ipsos).</p> <p>Non resta che aspettare lunedì con "il moderato ottimismo" di cui ha parlato il sindaco Sala, anche se non guasta quella che potrebbe sembrare la scaramanzia del sottosegretario <strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, per il quale si deciderà&nbsp;tutto nelle ultime ore ("tra domenica e lunedi'") a Losanna dove, come ha detto il ministro dell'Interno <strong>Matteo Salvini</strong> al Festival del Lavoro, "nel fine settimana ci sarà&nbsp;un gran mercato".</p>

E' stato fermato il padre della bambina morta nel salernitano
<p>E' in stato di fermo per pericolo di fuga il padre della bimba di 8 mesi morta, in circostanze ancora da chiarire, nella notte tra venerdi' e sabato scorsi nell'agro sarnese nocerino, in provincia di Salerno. Il provvedimento e' stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile di Salerno, coordinati dal vice questore Marcello Castello. I genitori della piccola sono indagati per omicidio. Alle 15 di lunedì 24 giugno&nbsp;è&nbsp;prevista l'autopsia sul corpicino all'obitorio dell'ospedale di Nocera Inferiore, nel Salernitano. L'esame dovrà&nbsp;chiarire le cause del decesso avvenuto prima dell'arrivo all'Umberto I.&nbsp;</p>

Scossa di terremoto a sud-est di Roma. Paura e lievi danni a Colonna
<p>Una scossa di terremoto di magnitudo 3,7 è stata registrata alle porte di Roma&nbsp;alle 22,43. L'epicentro è stato localizzato a Colonna, a sud-est della Capitale a una profondità di 9 km.&nbsp;I comuni interessati dal sisma, oltre a Colonna, sono San Cesareo, Gallicano nel Lazio e Zagarolo.&nbsp;A Colonna sono in corso, a quanto si apprende,&nbsp;verifiche da parte della Protezione Civile visto che alcuni edifici sarebbero stati lesionati. Al momento non risultano persone ferite, tanta però&nbsp;la paura, con molte persone scese in strada.&nbsp;</p> <p>Secondo i vigili del fuoco, non sono stati riportati danni.</p> <blockquote> <p><a href="https://twitter.com/hashtag/23giugno?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#23giugno</a> 22:43, scossa <a href="https://twitter.com/hashtag/terremoto?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#terremoto</a> ML 3.7 registrata a Colonna (RM), nella zona dei Castelli Romani: al momento nessuna richiesta di soccorso né segnalazione di danni sono giunte ai <a href="https://twitter.com/hashtag/vigilidelfuoco?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#vigilidelfuoco</a> tramite il NUE 1-1-2</p> — Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) <a href="https://twitter.com/emergenzavvf/status/1142903587405729793?ref_src=twsrc%5Etfw">23 giugno 2019</a> </blockquote> <p>Stando all'analisi dell'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia, la scossa si colloca in una fascia di entità lieve e,&nbsp;anche se sentita con forza dalla popolazione, non dovrebbe aver causato quasi alcun danno.</p> <p><img alt="" src="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2019/06/23/212212005-04536355-d32f-46de-ae22-3317bf3512ce.jpg"></p> <p>Per circa mezz'ora Atac ha fermato la circolazione della metro C per compiere delle verifiche. La circolazione è ripresa regolarmente per le ultime corse della giornata.</p> <blockquote> <p>[DATI <a href="https://twitter.com/hashtag/RIVISTI?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#RIVISTI</a>] <a href="https://twitter.com/hashtag/terremoto?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#terremoto</a> ML 3.7 ore 22:43 IT del 23-06-2019 a 3 km NE Colonna (RM) Prof=9Km <a href="https://twitter.com/hashtag/INGV_22524231?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#INGV_22524231</a> <a href="https://t.co/uLPbsPEIpF">https://t.co/uLPbsPEIpF</a></p> — INGVterremoti (@INGVterremoti) <a href="https://twitter.com/INGVterremoti/status/1142900485596299270?ref_src=twsrc%5Etfw">23 giugno 2019</a> </blockquote> <p>Sui social network si moltiplicano le segnalazioni</p> <blockquote> <p>Scossa chiaramente registrata dai sistemi <a href="https://twitter.com/quakebots?ref_src=twsrc%5Etfw">@quakebots</a> installati nel <a href="https://twitter.com/comuneroma?ref_src=twsrc%5Etfw">@comuneroma</a>. <a href="https://t.co/NNa9E1RcWy">pic.twitter.com/NNa9E1RcWy</a></p> — Gianni Alessandroni (@G_Alessandroni) <a href="https://twitter.com/G_Alessandroni/status/1142901074011086848?ref_src=twsrc%5Etfw">23 giugno 2019</a> </blockquote> <blockquote> <p>M4.1 <a href="https://twitter.com/hashtag/earthquake?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#earthquake</a> (<a href="https://twitter.com/hashtag/terremoto?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#terremoto</a>) strikes 14 km E of <a href="https://twitter.com/hashtag/Roma?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Roma</a> (<a href="https://twitter.com/hashtag/Italy?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Italy</a>) 10 min ago. Effects reported by eyewitnesses: <a href="https://t.co/WSa4WNdOy0">pic.twitter.com/WSa4WNdOy0</a></p> — EMSC (@LastQuake) <a href="https://twitter.com/LastQuake/status/1142898639607648257?ref_src=twsrc%5Etfw">23 giugno 2019</a> </blockquote> <blockquote> <p>ADESSO [23.06-22:46] Centro <a href="https://twitter.com/hashtag/Italia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Italia</a> segnalato <a href="https://twitter.com/hashtag/TERREMOTO?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#TERREMOTO</a> (22:43 UTC+2) siamo in attesa di dati strumentali – Dicci dove sei e la situazione anche se ok <a href="https://t.co/UXN7iPKbLa">pic.twitter.com/UXN7iPKbLa</a></p> — Emergenza24 (@Emergenza24) <a href="https://twitter.com/Emergenza24/status/1142897376409083909?ref_src=twsrc%5Etfw">23 giugno 2019</a> </blockquote> <p>&nbsp;</p>

Come fanno migliaia di persone a entrare alla Sapienza per una festa 'clandestina'
<p>C'è chi lo chiama <strong>rave</strong>. Chi notti bianche. Chi, un po' romanticamente, serate danzanti. A&nbsp;volte gratuite, altre a pagamento - come quella della notte tra&nbsp;venerdì e sabato, quando un ragazzo è stato trafitto da uno spuntone della cancellata della <strong>Sapienza</strong>&nbsp;mentre cercava di scavalcare ed è <a href="https://www.agi.it/cronaca/scavalca_cancello_per_rave_morto_a_roma-5711198/news/2019-06-23/">morto dissanguato</a>&nbsp;in ospedale. Di certo c'è che sono illegali, in ogni&nbsp;loro forma.</p> <p>Ma dopo la morte del 25enne laureato alla <strong>Luiss</strong>&nbsp;in molti si chiedono come sia possibile che migliaia di persone riescano a&nbsp;eludere la <strong>sorveglianza</strong> del personale della Sapienza e si riversino negli spazi intorno alla Minerva allestendo palchi - per quanto improvvisati -&nbsp;su cui esibirsi; montando amplificazione e strumenti e portando fiumi di alcol.</p> <p>Ecco come fanno.</p> <p>I varchi della Sapienza chiudono intorno alle 21, quando le attività sono ormai concluse e persino i ricercatori più tiratardi hanno deciso di mollare. E' a quel punto che chi è determinato a organizzare un rave (o comunque lo si voglia chiamare) si piazza in uno degli ingressi che viene chiuso per ultimo - solitamente quello che dà su <strong>piazzale Aldo Moro</strong> - inibisce il funzionamento della fotocellula e impedisce la chiusura del cancello e della sbarra. A quel punto il gioco è fatto: può entrare chiunque e di tutto ed è quello che accade.</p> <p></p> <p>Alla Sapienza sono convinti che dietro l'organizzazione di queste serate -&nbsp;che generalmente cominciano alle 23 e finiscono intorno alle 3 del mattino - non ci siano studenti, ma&nbsp;esterni, soprattutto dai <strong>centri sociali</strong>. Non a caso si tratta - come rivelano le immagini dei circuiti di sicurezza - di persone più grandi dell'età media degli studenti universitari e che ormai hanno una&nbsp;certa esperienza, come dimostrano numerosi&nbsp;precedenti, a partire dall'aprile 2018 quando migliaia di persone parteciparono al&nbsp;'<strong>Teppafestival</strong>' tra i viali dell'ateneo.&nbsp;Si calcola che dalla tarda primavera e fino a fine giugno siano in media 3 o 4 ogni anno gli eventi di questo tipo.&nbsp;</p> <p>Ma si potrebbe organizzare una festa alla Sapienza senza dover per forza farlo in modo illecito? Sì,&nbsp;basterebbe chiedere il <strong>permesso</strong>. Quanto sia facile ottenerlo&nbsp;è poi da vedere, ma alla Sapienza assicurano che nessuno ha mai presentato una richiesta. Cosa può fare l'Ateneo per impedire l'anarchia? Molto poco, quasi niente e per varie ragioni. La sicurezza della Sapienza è garantita da <strong>vigilantes</strong> e dagli agenti di un commissariato che si trova proprio all'interno dell'Università, Sanno tutti quello che sta per succedere - le feste, per quanto 'clandestine' sono ben&nbsp;pubblicizzate&nbsp;sui social - ma il margine di manovra è molto ristretto. In una occasione, a maggio del 2018, la seconda edizione del 'Teppafestival' fu impedita all'ultimo momento dalla vigilanza che riuscì a chiudere tutti i varchi. Ma quattro mesi dopo, a settembre, il colpo riuscì e di nuovo migliaia di persone si riversarono tra i viali.&nbsp;</p> <p>Del resto fermare l'onda di piena significherebbe confrontarsi duramente con gli studenti: una scelta&nbsp;che potrebbe costare cara&nbsp;a chiunque se ne assumesse la responsabilità perché il costo politico delle&nbsp;<strong>manganellate</strong> su&nbsp;ragazzi riuniti a far festa diventerebbe&nbsp;insostenibile. Se il Rettore dovesse chiedere l'intervento della forza pubblica per lo sgombero, viene fatto notare, suonerebbe come una&nbsp;misura&nbsp;eccessiva, visto che&nbsp;l'occupazione&nbsp;non dura più di qualche ora.&nbsp;Così la polizia e la sicurezza non possono fare altro che monitorare la situazione, verificare che non vengano commessi illeciti - nei limiti del possibile - e soprattutto vigil<strong>a</strong>re che nessuno si faccia male o faccia troppi danni. Nessuno ha mai osato decapitare la Minerva che si erge nel piazzale dell'Università, ma qualcuno&nbsp;l'indomani deve pur ripulire i viali da lattine, bottiglie, cumuli di rifiuti e&nbsp;pozze di urina.&nbsp;</p> <p>Nessuno ha mai varcato le porte degli edifici, viene sottolineato, quindi le <strong>leggende</strong> che parlano di feste tra i banchi degli emicicli sono solo questo: leggende. Ma è verissimo che all'ingresso del varco rimasto aperto si piazza un banchetto dove viene chiesto un obolo dii 3 euro per entrare e partecipare alla serata. Ci sono i dj set, le proiezioni di film e tutto quello che fa 'festa', ma senza pagare un soldo alla <strong>Siae</strong> e vendendo alcolici senza alcuna autorizzazione. E' sempre possibile che la situazione degeneri e per questo polizia e vigilantes restano all'erta e viene chiamata un'ambulanza che resta lì fino a quando anche l'ultimo ragazzo è andato via. La stessa <strong>ambulanza</strong> che si è precipitata a soccorrere il giovane ferito nel tentativo di scavalcare la cancellata&nbsp;per non dover affrontare la lunga fila che si era creata alla 'cassa' per l'ingresso.</p> <p>L'indomani le videoregistrazioni vengono analizzate, le denunce presentate e tutto generalmente finisce in un faldone in Procura in attesa dell'archiviazione. Non sempre, però, perché sul 'Teppafestival' c'è&nbsp;una inchiesta per violenza &nbsp;privata contro 21 persone.</p> <p>Per la nottata del 22 giugno la Sapienza era stata addirittura divisa in 5 zone, come riporta il Messaggero, per ospitare le diverse iniziative. La prima una festa alla Facoltà di Lettere, dalle 20 alle 2; la seconda, in viale della Minerva, con diversi gruppi musicali; sempre dalle 20, davanti a Chimica, lezione di arti marziali&nbsp;offerta da un centro sociale romano; davanti a fisica, invece, ecco il&nbsp;live&nbsp;Painting. "Vogliamo rendere la Sapienza un <strong>Porto Aperto</strong>, vogliamo aprire in questa università, che è degli studenti e delle studentesse, spazi in cui stare insieme" scrivevano gli organizzatori&nbsp;su Facebook.</p> <p>A leggere le reazioni politiche dopo la tragedia, c'è chi, come Fratelli d'Italia, chiede che "tutte le università&nbsp;italiane siano liberate dai teppisti dei centri sociali e riconsegnate agli studenti". Ma la 'lezione' che i ragazzi hanno avuto nella notte tra venerdì e sabato, dice qualcuno tra le mura ora deserte della Sapienza, è la più dura e drammatica che potessero avere. Una lezione che nessuno avrebbe voluto dare.</p>

Scavalca cancello per entrare a un rave, morto 25enne a Roma
<p>Non ce l'ha fatta il 25enne ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma dopo essersi infilzato in un'inferriata che tentata di oltrepassare. Il giovane è morto, dopo essersi reciso l'arteria femorale scavalcando un cancello per entrare a un rave all'università di Roma La Sapienza. Un rave abusivo sul quale ora stanno indagando le forze dell'ordine.</p> <p>Il ragazzo avrebbe cercato di arrampicarsi su un cancello lontano da via Aldo Moro, ingresso principale del rave. Nelle prossime ore la polizia invierà&nbsp;una prima informativa all'autorità giudiziaria.&nbsp;</p>

Happycracy, la dittatura della felicità
<p>Come stai? “Benissimo, grazie”. Mai un dubbio. Un'incertezza. Mai ammettere debolezze. Sempre sorridenti. Felici &amp; contenti. Ma solo all'apparenza. In verità, come singoli, collettività e socialmente siamo vittime dell'<strong><em>Happycracy</em></strong>. Una sorta di “dittatura della felicità”, dell'esser contenti a tutti i costi. Costi quel che costi. Segno distintivo? Il sorriso smagliante. E sicuro. Felici ovunque. In tutti i luoghi. Dal posto di lavoro ai criteri della politica, dalle relazioni personali fino a spingerci alla vita psichica, interiore. Dal <em>politically correct</em> all'<em>happy correct</em>? Un modo d'essere. E di porsi. O di auto-imporci. Al pari di un'ideologia, la nostra. Quella dei tempi in cui viviamo e nei quali siamo immersi. Meglio, sprofondati.</p> <p>Ma l'<em>Happycracy</em><em> </em>è anche il titolo di un saggio dello psicologo <strong>Edgar Cabanas</strong> e della sociologa<strong> Eva Illouz</strong> pubblicato da <a href="https://www.codiceedizioni.it/">Codice</a> e recensito da <a href="https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/06/20/news/costretti_a_essere_felici-229266131/">la Repubblica</a> il 21 scorso, pagine culturali, attraverso un'intervista ai sui autori. I quali sostengono che oggi “la ricerca della felicità è insaziabile e implica un grave paradosso: la felicità, la cui vocazione sarebbe di realizzare un'identità sviluppata e una vita soddisfacente, è costretta a generare un racconto di mancanza che colloca gli individui in una posizione in cui qualcosa è sempre mancante: se non altro perché una felicità assoluta, o uno sviluppo personale completo, resteranno irraggiungibili”. E tutto ciò ha finito con il creare una tipologia di “cacciatori di felicità”, di “happycondriaci” fissati con “il proprio sé e preoccupati di cancellare ogni macchia della loro vita”, presente e futura.</p> <p>Ma in questa continua ed esasperata ricerca dell'essere felici personalmente finisce che “perdiamo la capacità di impegnarci per altro oltre che per noi stessi. Perché è un concetto individualistico e la sua ricerca produce uno stile di vita ossessivo in cui l'unica preoccupazione è per la nostra vita psichica”. Per esempio prendiamo la felicità sul posto di lavoro. Bene, Cabanas e Illouz raccontano che essa è diventata “una strategia utile per giustificare implicite gerarchie organizzative di controllo e la sottomissione alla cultura aziendale”.</p> <p>È in verità un paradosso perché, “se la felicità al lavoro promette maggiore responsabilizzazione ed emancipazione dal controllo aziendale, la realtà mostra come promuovere la felicità abbia ottenuto il contrario”. Nel senso che “è comoda per spingere il livello di responsabilità verso il basso, rendendo gli impiegati più responsabili sia del proprio successo o fallimento che di quello aziendale. Ed è stata un'alleata per ottenere maggiore impegno e risultati dai lavoratori, in cambio di riconoscimenti irrilevanti” spiegano i due autori. E va da sé che ciò che rende felici e appagate le aziende non necessariamente corrisponde con ciò che rende felici i lavoratori. Anzi, tutt'altro.</p> <p>La categoria più appagata e felice? Gli adolescenti. Perché per lo loro la condizione della felicità ha finito con il diventare un imperativo categorico, sostengono i due studiosi. Nel senso che “Devono a ogni costo essere e mostrarsi felici e questo supera qualunque frontiera culturale, sociale e razziale: permea le nuove generazioni in modo indiscriminato. C'è una richiesta opprimente di creare e poi comunicare via social una versione di sé solo positiva”, dichiarano Cabanas e Illouz.</p> <p>Conclusione? Forse bisognerebbe essere meno ebbri di felicità. Sarebbe meglio per tutti. Anche socialmente. Come spiegano i due autori e studiosi di psicologia dei comportamenti, “la rabbia può portare a scelte distruttive, infliggere umiliazioni, ma permette di sfidare l'autorità e di rafforzare i legami interpersonali davanti a ingiustizie o minacce condivise. Gli scienziati della felicità dipingono frustrazione, risentimento e odio come fallimenti nella formazione della psiche, ma sono emozioni fondamentali per la costruzione di dinamiche sociali quali i movimenti collettivi e la coesione dei gruppi”.</p> <p>“Tant'è che “l'ideologia della positività diventa così uno strumento politico conservatore”,&nbsp;sostengono i due autori. Quasi una costrizione. E allora: felici ma schiavi, infelici ma liberi…? A voi la scelta. &nbsp;</p>

Scende dall'auto per soccorrere un animale ferito, viene investito e ucciso
<p>Scende dall'auto per soccorrere un animale ferito, e viene falciato e ucciso da un'altra auto in transito. È&nbsp;accaduto ieri intorno alle 23 lungo la Statale 337 della Valle Vigezzo, in provincia del Verbano Cusio Ossola, non lontano dal confine con la Svizzera. Cesare Pasini, 57enne residente a Craveggia, uno dei Comuni della valle, stava rientrando a casa, quando, nel territorio di Druogno nei pressi del viadotto di Gagnone, si è&nbsp;fermato ed è&nbsp;sceso dall'auto. Secondo le testimonianze di diversi automobilisti transitati nello stesso punto, sembra che l'uomo fosse nel mezzo della carreggiata per soccorrere un animale ferito. In quel tratto la strada è&nbsp;tortuosa e poco illuminata, e un'altra auto lo avrebbe centrato in pieno, causandone la morte. I primi soccorsi sono stati portati dagli uomini del 118. I carabinieri dovranno chiarire la dinamica ed eventuali responsabilità.&nbsp;</p>

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