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Gita in Barca alla Scala dei Turchi

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 Benvenuto alla Valle dei Templi di Agrigento Riduci

Valle dei Templi, uno dei Patrimoni più belli e preziosi dell'Umanità

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La Zona Archeologica di Agrigento si trova nella parte meridionale della Sicilia, in sud Italia.

L’UNESCO ha deciso di inserire l’area archeologica di Agrigento nel prestigioso elenco dei siti “Patrimonio Mondiale Dell'Umanità” perché: Agrigento rappresenta, ancora oggi, la cultura greca.
L’UNESCO, arriva a questa decisione nel 1997, considerando che è di particolare rilievo il complesso dei templi dorici presente ad Agrigento ed  è uno dei principali esempi non soltanto dell’arte, ma dell’intera cultura greca.
L'UNESCO ha tenuto in forte considerazione il fatto che Agrigento sia stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo e che i suoi templi si siano conservati quasi intatti fino ai giorni nostri.

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Storicamente Akragas Agrigentum. Questo il nome dell’Agrigento di epoca greca che si è conservata in ottimo stato fino ai tempi nostri, come dimostra la Valle dei Templi.
I primi ad arrivare da queste parti
furono abitanti della città di Gela, originari delle isole greche di Creta e Rodi (581 a.c.).
Il periodo di massimo splendore di Siracusa coincide con quello della Magna Grecia ed in questo periodo Akragas Agrigentum si ricorda come uno dei centri più attivi che, in Sicilia, pare fosse
seconda solo a Siracusa.
Quanto alla sua bellezza, basta ricordare il poeta greco Pindaro che la definì “la più bella città dei mortali”.

 

Il tempio di Giunone, il Tempio della Concordia, il Tempio di Eracle, il Tempio di Zeus Olimpico, il Tempio di Castore e Polluce, il Tempio di Vulcano, il Tempio di Esculapio.
Sono sette i templi della mitica Valle di Agrigento e tutti in condizioni di conservazione
eccezionali.
A questi va aggiunta la Tomba di Terone, eretta per ricordare i caduti della seconda guerra punica.
Insomma, qui la storia è di casa ed Agrigento, all’interno del bacino del Mediterraneo, ne è stata il fulcro  per parecchi secoli.

 

L’area archeologica di Agrigento, con la sua Valle dei Templi, è la testimonianza più significativa della civiltà greca in Sicilia.
I Templi di quest’area, sorgono tra campagne di mandorli e fiori, quasi a voler essere incorniciati
in uno scenario che li rende immortali.
I Templi di stile dorico sono stati edificati a partire dal quinto secolo avanti Cristo con tufo calcareo trovato in loco. Ad essere meglio conservato (praticamente appare integro) è il Tempio
della Concordia che deve il suo nome ad una iscrizione latina trovata nei pressi del Tempio stesso.
Affascinanti anche i Templi di Eracle (Ercole) che è il più antico e quello di Zeus Olimpico
(Giove) con i suoi telamoni, enormi statue dalle sembianze umane.
Vi sono poi il Tempio di Giunone, di Castore e Polluce, di Vulcano e di Esculapio. Affascinante anche la posizione dei Templi, tutti rivolti verso Est in modo che la statua raffigurante la divinità all’interno del Tempio venisse irradiata dal sole che sorge la mattina.

 

La cattedrale di San Gerlando, in Agrigento, è nota, oltre che per la sua bellezza, anche per un particolare fenomeno detto “portavoce”. La tradizione vuole che dall’abside, la parte terminale della chiesa, complice il silenzio della cattedrale, si riesca a sentire ciò che viene bisbigliato all’ingresso.

 

La Valle dei Templi è aperta dalle 8.30 alle 19.00 tutti i giorni compresi domeniche e festivi.

info@valledeitempli.it

 

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 N e w s Riduci

Il migrante respinto a Malpensa è ancora in fuga, 15 voli dirottati 
<p><strong><em>Articolo aggiornato alle ore 23,15 del 15 gennaio 2019.</em></strong></p> <p>È un egiziano e non un senegalese, come riferito in precedenza, il migrante che intorno alle 19 di questo pomeriggio ha creato il caos all'aeroporto di Malpensa, scalo milanese. L'uomo sarebbe entrato nel velivolo che doveva riportalo in patria, ha percorso tutto il corridoio, e si è&nbsp;lanciato dalla porta posteriore. Atterrato al suolo indenne ha cominciato a fuggire nell'aeroporto e non è&nbsp;stato ancora preso. Il traffico sulla pista, inizialmente bloccato, è&nbsp;stato ripristinato perché&nbsp;le macchine della polizia hanno fatto da transenne all'area interessata. I voli stanno ricominciando a partire. È&nbsp;esclusa al momento la pista terroristica.</p> <p>L'uomo è un 30enne di origini egiziane imbarcato a bordo di un volo Air Italy diretto a Dakar per essere respinto in Senegal. Il fuggitivo sarebbe atterrato&nbsp;a Malpensa domenica da Dakar per proseguire verso Il Cairo. Ma, fermato per un controllo dagli agenti della polizia di stato di Malpensa, è stato respinto anche in Italia.&nbsp;Non si tratta quindi di un richiedente asilo.&nbsp;Complessivamente sono stati 15 i voli dirottati verso Linate, Torino, Bergamo, Venezia e Zurigo mentre nessun aereo è stato autorizzato al decollo.</p> <p>&nbsp;"Sto seguendo la situazione e sono sicuro, come mi hanno assicurato le forze dell'ordine, che l'extracomunitario verrà&nbsp;rintracciato velocemente. Lo prenderemo e lo espelleremo immediatamente"</p>

Enrico Mentana: ecco cosa ho imparato in un mese di Open
<p>Enrico Mentana, 64 anni compiuti oggi e non sentirli. Il direttore del <a href="http://tg.la7.it/">Tg di La7</a> non ha bisogno di presentazioni, ma da qualche tempo ha voluto vedere il mondo anche da un'altra angolazione: quella dell'editore. Il 18 gennaio la sua creatura <a href="https://www.open.online/">Open</a>, affidata alle cure di un giornalista esperto, Massimo Corcione, e a una squadra di venti giovani giornalisti, compie un mese.</p> <p><strong>Enrico, cosa hai imparato nel tuo primo mese da editore?</strong></p> <p>Ho imparato ad avere pazienza con i giovani che non sono come noi e non sono ancora formati professionalmente. Ma io avevo in mente un giornale online che li facesse lavorare, che desse loro una opportunità, come il primo giorno di scuola. Se gli spieghi le cose come le vorresti tu, rischi di farli diventare come i bambini che nelle manifestazioni canore imitano i grandi. Io credo che invece debbano trovare la strada loro, senza pretendere che facciano le cose come le avremmo fatte noi.</p> <p><strong>Come è cambiata la copertura della politica nell'era dei social media? Siete alla rincorsa dell'ultimo tweet?</strong></p> <p>Open non ha bisogno di questo. Uno dei motivi per i quali l'informazione in Italia non ha acquirenti tra i giovani è proprio questo: se vuoi sapere cosa dicono Salvini o Di Maio basta seguirli sui social media, piattaforme naturali per le nuove generazioni. E questa è un'altra lezione che abbiamo imparato: è inutile e dannoso fare il pastone politico, uno degli ingredienti, del veleno che ha ucciso l'informazione agli occhi delle nuove generazioni.</p> <p><strong>Giornalismo di desk o da marciapiede?</strong></p> <p>Con il tempo faremo un giornalismo il più possibile misto. Ma andare in strada è come una maratona olimpica, non come la mia – ride. Per fare giornalismo di strada ti devi preparare, allenare, non si improvvisa, ci devi arrivare. Nel giornalismo sul campo rischi di venire investito se ci arrivi impreparato.</p> <p><strong>In Europa ci sono buoni esempi di giornalismo sostenuto dagli abbonamenti dei lettori, penso a Mediapart in Francia, perché hai scelto la formula dell'informazione free sostenuta dalla pubblicità?</strong></p> <p>Questo è un mio vizio: non ho mai cercato di copiare, che poi è anche uno dei problemi dell'informazione. Per come la vedo io, non bisogna avere modelli perché se fai qualcosa che è già stato fatto, se copi, vuol dire che hai già perso.</p> <p><strong>Ad Open lavorano venti giovani giornalisti, puoi fare un primo bilancio?</strong></p> <p>Siamo partiti da un mese e loro lavorano al progetto da un mese e mezzo, per carità, aspettiamo e diamo loro il tempo di crescere, che è poi la cosa più importante. Noi siamo nati professionalmente in un'epoca dove entravamo in redazioni dove le regole, i flussi di lavoro erano codificati e seguiti da tutti: poteva capitare che qualcuno imparasse in fretta. Oggi lo scenario è totalmente cambiato e in continua evoluzione: in questo contesto le regole, le procedure e i flussi te li devi inventare di volta in volta. E' molto più complicato e difficile di prima.</p> <p><strong>Tuo figlio&nbsp;Stefano lavora per <a href="https://www.tpi.it/">Tpi</a>, una testata concorrente. Ti rivolgi a lui per i consigli?</strong></p> <p>Certo che mi dà consigli. Così come io li darei a lui se me li chiedesse. Non ho difficoltà ad ammettere che all'inizio certe cose non le capivo, come ad esempio il Seo (l'ottimizzazione per essere trovati dai motori di ricerca) o i Tag (che marcano le parole chiave di un articolo), e tante altre cose tecniche per capire le quali mi sono rivolto a lui, che pure è un mio competitor.</p> <p><strong>Perché hai scelto di fare un sito che fosse ottimizzato prima di tutto per gli smartphone, anche a costo di penalizzare gli utenti da postazione fissa?</strong></p> <p>Ti faccio un esempio: è chiaro che se uno dice: facciamo cibi adatti solo per la cena e non servi a pranzo sai che poi questo lo perdi. Però scegli di concentrati su quello che pensi di saper fare meglio. La maggior parte delle persone si informa attraverso lo smartphone e, se guardo avanti, penso che questo sarà sempre di più lo strumento unico per informarsi, guardare film e fare tutto quello di cui abbiamo bisogno. Certo, almeno finché non saremo superati da qualcosa di nuovo, come è già accaduto in passato. Ma adesso dallo smartphone passa tutto, per i giovani soprattutto. Mi pareva che questa fosse la scelta migliore per coniugare una informazione fatta dai giovani per i giovani, per dare un futuro a chi ci lavora, ai lettori e al giornalismo.</p> <p><strong>Open è molto attento al fact-checking. Quanto è importante la verifica dei fatti?</strong></p> <p>Moltissimo. Ciò che identifica le modalità per combattere le bufale e persegue una certificazione continua di quello che scriviamo mette in sintonia con chi cerca una informazione certificata e attendibile, contro gli avvelenatori dei pozzi.</p> <p><strong>La cosa che non rifaresti?</strong></p> <p>Francamente? Non per autoindulgenza, ma non c'è niente che non rifarei, compreso non accettare contributi economici da nessuno. Ho cercato di avere delle Colonne d'Ercole ben precise, anche nella scelta della pubblicità, tipo il poker online. Poi magari tra due anni te lo dico cosa non rifarei più. La cosa più probabile è che in questa operazione ci perda, anche tanto, certamente non ci guadagnerò, ma quello che mi ero riproposto: fare qualcosa per i giovani e per il giornalismo che mi ha dato tanto.</p> <p><strong>E di cosa sei più fiero?</strong></p> <p>Di aver fatto al meglio il mio lavoro di direttore e conduttore di telegiornale: non ho tolto una stilla di fatica, di lavoro al mestiere che faccio al Tg, che, come sai, non è una passeggiata. Ma anche di non aver lesinato nulla per dare a questi giovani giornalisti tutti gli strumenti necessari per fare al meglio questo lavoro, comprese le agenzie, cosa che non tutti i grandi editori fanno ancora.</p>

Secondo l'avvocato Battisti sta bene
<p>Ha lasciato il carcere di Massama qualche minuto dopo le 14,30 l'avvocato Davide Steccanella, il legale di Cesare Battisti, l'ex terrorista arrestato due giorni fa in Bolivia, subito estradato in italia, e da ieri rinchiuso nell'istituto di pena oristanese, dove dovrà&nbsp;scontare l'ergastolo. Il colloquio col suo assistito è&nbsp;durato poco più&nbsp;di un'ora.</p> <p>Ai cronisti che gli chiedevano come avesse trovato Cesare Battisti, il legale si è&nbsp;limitato a rispondere con poche parole: "Fisicamente bene. Come uno che ha avuto ieri una giornata pesante". Il colloquio con Cesare Battisti è&nbsp;stato il primo per l'avvocato Steccanella che in passato non lo aveva mai incontrato. Lasciando il carcere il legale ha espresso contrarietà&nbsp;per quello che ha indicato come lo "show mediatico" che ha accompagnato l'arresto e&nbsp;l'estradizione di Cesare Battisti.</p>

Viaggio nelle città sostenibili. Come funziona il softpower scelto da Ancona 
<p>Sulla strada verso la piena sostenibilità, in sindaco&nbsp;di Ancona, Valeria Mancinelli, ha scelto di giocare la carta del softpower: nessun dirigismo, ma interventi puntuali volti ad accompagnare le proposte che arrivano dal territorio.</p> <p>Per esempio da Fincantieri, che vuole ampliare i suoi impianti per la produzione delle grandi navi da crociera, o dall'Università&nbsp;Politecnica delle Marche, che invece vuole ampliare il numero dei suoi studenti, soprattutto dei fuori sede.</p> <p><img alt="" src="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2019/01/11/175501089-a4b2874e-d2ba-4ca8-8fb0-b6f848c4ffac.jpg"></p> <p>"Penso - ha spiegato Mancinelli - che quello che può&nbsp;e che deve fare una amministrazione pubblica è&nbsp;creare le condizioni ambientali di contesto favorevoli all'insediamento delle attività&nbsp;e contemporaneamente governarne gli effetti e gli impatti sulla vita cittadina".</p> <h2>Come funziona il rapporto FEEM</h2> <p>I dati sembrano darle ragione. Almeno quelli raccolti dai ricercatori Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e pubblicati nel rapporto "Per un'Italia sostenibile: l'SDSN Italia SDGs City Index 2018". La ricerca ha misurato, per ciascuna delle cittaàcapoluogo di provincia italiane, la percentuale di attuazione delle politiche di sostenibilità&nbsp;così&nbsp;come sono state definite dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p> <p>Si tratta in tutto di 16 obiettivi che tengono conto di diversi indicatori economici (reddito, distribuzione, lavoro, infrastrutture, innovazione), ambientali (qualita' dell'aria, acqua, rifiuti, energia sostenibile), sociali (partecipazione, cooperazione, assistenza), di salute (aspettativa di vita, obesità) e di istruzione. L'obiettivo è&nbsp;quello di mettere a disposizione di amministratori, cittadini e comunità, uno strumento che permetta di monitorare il grado di efficacia delle misure adottate e di calibrare così&nbsp;al meglio l'azione amministrativa e di governo delle città.</p> <p>"Strumenti come questo sono naturalmente molto complessi - spiega Mancinelli - perché&nbsp;debbono tener conto di realtà&nbsp;anche diverse tra loro, ma certo sono strumenti molto utili". Ancona sembra essere sulla buona strada verso il pieno conseguimento di questi target: 12 su 16 sono stati raggiunti con percentuali che vanno ben oltre la soglia del 50 per cento, solo uno invece, sotto la soglia del 20 per cento, il numero 7, energia rinnovabile e accessibile. "Mi pare che tutto sommato il quadro sia positivo" spiega Mancinelli.</p> <h2>Qualche nota stonata</h2> <p>C'e' tuttavia qualche nota stonata. Per esempio l'obiettivo 2 che riguarda il cibo che e' stato raggiunto solo al 25,3 per cento. Per misurare questo obiettivo, i ricercatori hanno preso in considerazione diversi indicatori, tra questi anche la percentuale di persone obese. "Su questo l'azione di un'amministrazione è molto indiretta - spiega Mancinelli - e si esprime attraverso una serie di provvedimenti e di atti che puntano a favorire da parte della popolazione l'adozione di comportamenti che possano contrastare la diffusione dell'obesità".</p> <p>Proprio per favorire al massimo questo tipo di azioni, il Comune di Ancona ha scelto di aderire alla rete delle Città&nbsp;Sane, il network di Comuni che promuove la salute riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. "Uno sforzo importante, in questo senso lo stiamo facendo nel campo della refezione e delle mense scolastiche. Ogni giorno vengono erogati circa 4.500 pasti. Grazie a un gruppo di esperti tra cui anche una dietologa, non solo cerchiamo di garantire la sicurezza dei prodotti ma vogliamo anche garantire un regime dietetico sano e una giusta educazione alimentare ai bambini e alle loro famiglie".</p> <h2>Risultati buoni, ma da mantenere</h2> <p>Un capitolo a parte sono gli indicatori che riguardano il lavoro, lo sviluppo e l'economia. I risultati raggiunti, anche se i dati sono positivi, non permettono di adagiarsi sugli allori. Le risorse a disposizione, il porto, la cantieristica e un settore turistico che comincia a diventare una voce importante nel bilancio cittadino. Tutte sfide che dovranno essere affrontate con un occhio anche alla sostenibilità.</p> <p>"Sul turismo siamo ancora nella fase in cui tutti i programmi e i progetti puntano ad attrarre turisti in città, ma questo non vuol dire che non dobbiamo tentare, fin da ora, di governare questi processi e di renderli il piu' possibile sostenibili anche con azioni concrete" spiega la sindaca Mancinelli. Come, per esempio, la gestione dei trasporti durante le festività&nbsp;natalizie. "Per far fronte all'afflusso di turisti - migliaia di persone per 40 giorni - abbiamo organizzato dei servizi navetta ad hoc per portare le persone dai parcheggi fino al centro cittadino" dice Mancinelli. &nbsp;</p> <p>La gestione della viabilità&nbsp;è&nbsp;un tema che emerge anche in conseguenza di un altro importante fattore di crescita economico della città&nbsp;con evidenti ricadute in termini di sostenibilita'. Si tratta della cantieristica navale con il grande cantiere di Fincantieri coi suoi 1.400 addetti che costruisce le grandi navi da crociera e tutti gli altri cantieri che costruiscono yacht. Anche in questo caso l'approccio è&nbsp;quello del softpower, ovvero dare risposte agli operatori e contemporaneamente governarne gli effetti sulla città. Per far fronte alle richieste di mercato, Fincantieri ha chiesto di raddoppiare la superficie degli spazi produttivi a discapito di un'area, all'interno del cantiere, che attualmente è&nbsp;utilizzata come parcheggio dal personale.</p> <p>"Stiamo ragionando - racconta Mancinelli - con la società&nbsp;per cercare di capire come organizzare questa sosta fuori dall'area del cantiere con un trasporto collettivo e programmato per gli addetti che poi lavorano su turni", in modo da permettere di dedicare tutta l'area di cantiere alle attività&nbsp;legate alla produzione".</p> <p>Un altro ambito su cui si sta investendo nello sviluppo della città&nbsp;è&nbsp;il rapporto con l'Università&nbsp;Politecnica della Marche. Anche qui la parola d'ordine è&nbsp;quella di assecondare le iniziative che vengono presentate. Un approccio che ha permesso di avviare una serie di progetti che cambieranno il volto di pezzi importanti della città. In questo caso, oltre a favorire un aumento dei servizi per gli studenti (a cantieri conclusi sono attesi almeno altri 250 nuovi posti letto per i fuori sede) si stanno avviando interventi per la rigenerazione del tessuto urbano attraverso il recupero di strutture abbandonate come l'Ex Caserma Fazio, il Complesso del Buon Pastore e anche l'Edificio derrate Alimentari nel parco del Cardeto.</p> <p><img alt="" src="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2019/01/11/175313892-43980715-8eae-4b05-9d22-d481a4a85547.jpg"></p> <p>&nbsp;</p>

Battisti: "Sono malato, a 64 anni sono cambiato"
<p>"Mi dite in quale parte del mondo mi trovo? Ormai è tutto finito: ho 64 anni sono malato, sono cambiato". Sono le frasi che, secondo quanto riferisce sul suo profilo Facebook l'ex deputato Mauro Pili, ha detto Cesare Battisti nel carcere di Oristano dove è rinchiuso da ieri.&nbsp;"Non mi dichiaro innocente ma nemmeno mi accollo tutto ciò di cui mi accusano", avrebbe aggiunto l'ex terrorista. Pili afferma di avere appreso le informazioni da sue fonti.</p>

Chi è il nuovo avvocato di Cesare Battisti
<p>Non appena messo piede in Italia Cesare Battisti ha immediatamente nominato un avvocato. La scelta è ricaduta su una star del foro di Milano: <a href="http://davidesteccanella.postilla.it/">Davide Steccanella</a>.</p> <p>Il riferimento allo showbiz non è affatto casuale: Steccanella è il legale di diversi personaggi dello spettacolo, tra le quali Michelle Hunziker e Simona Ventura. Personaggio ecclettico,&nbsp;alterna la professione di avvocato a quella di scrittore appassionato dei più disparati argomenti: dall'opera al calcio. Sua la firma su un libro dedicato a Montserrat Caballè e uno dal titolo “Non passa lo straniero. Ovvero quando il calcio era autarchico”.</p> <p>Ma soprattutto grande il suo interesse per la cronaca riguardante il terrorismo nostrano; Cesare Battisti&nbsp;non sarà il suo primo cliente con accuse di terrorismo sulle spalle.&nbsp;In passato Steccanella, come ricorda <a href="http://www.lanotiziagiornale.it/battisti-sara-assistito-da-davide-steccanella-avvocato-e-scrittore-esperto-degli-anni-di-piombo/">La Notizia</a>, ha assistito nella richiesta di riabilitazione Mario Ferrandi, ex terrorista di Prima Linea e il leggendario boss della banda della Comasina, Renato Vallanzasca.</p> <p>Steccanella&nbsp;è già andato a Oristano per un primo colloquio con il suo assistito.&nbsp;</p>

Rifiuti: 15 arresti per traffico illecito a Roma, 57 indagati
<p>&nbsp;Quindici provvedimenti di arresto (6 in carcere e 9 ai domiciliari), tre obblighi di presentazione in caserma, 12 divieti di dimora nel territorio della Provincia di Roma, oltre al sequestro preventivo di&nbsp;25 autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti e di un impianto di autodemolizione. E' l'esito di un'operazione che vede impegnati da questa mattina&nbsp;i carabinieri della sezione di Polizia Giudiziaria della procura di Roma e i carabinieri Forestali che stanno eseguendo un'ordinanza emessa dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. In tutto sono 57 le persone indagate per reati che vanno dal traffico illecito di&nbsp;rifiuti all'associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, dalla ricettazione di veicoli e alla truffa in danno delle assicurazioni e alla simulazione di reato.</p>

Camion travolge pattuglia della stradale, 3 morti sulla Messina-Catania
<p>Un gravissimo incidente, con tre vittime, si è&nbsp;verificato intorno alle 4 del mattino sull'autostrada A18 Messina-Catania all'altezza di Itala (Messina). Tra i morti anche un poliziotto, in servizio alla Polizia stradale: secondo quanto si apprende era lì&nbsp;per gestire un altro incidente. Ancora incerta dinamica. L'incidente si è&nbsp;verificato all'altezza del chilometro 13: secondo una prima ricostruzione, un camion per cause da accertare è&nbsp;finito contro alcune auto tra cui quella della Polizia.</p> <blockquote> <p>Alle prime luci dell'alba un grave incidente su A18 Catania-Messina km 12. Una pattuglia <a href="https://twitter.com/hashtag/poliziastradale?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#poliziastradale</a> e il veicolo che stavano soccorrendo sono stati travolti<br> Un operatore è deceduto e l'altro è gravemente ferito, altre persone coinvolte<br> Tratto A18 chiuso, rilievi in corso <a href="https://t.co/4TEEAF5Pw1">pic.twitter.com/4TEEAF5Pw1</a></p> — Polizia di Stato (@poliziadistato) <a href="https://twitter.com/poliziadistato/status/1085074595793784832?ref_src=twsrc%5Etfw">15 gennaio 2019</a> </blockquote> <p>Il Tir sarebbe piombato su un furgone proprio mentre l'equipaggio della pattuglia cercava di soccorrere l'autista di un camion fermo sulla corsia di emergenza.</p>

L'epitaffio di Susanna Tamaro per la sua cagnetta
<p>Pimpi, il cane di Susanna Tamaro, è&nbsp;stata&nbsp;uccisa&nbsp;con&nbsp;una polpetta avvelenata. La scrittrice, che l'aveva adottata&nbsp;sei mesi fa dal canile di Orvieto, dove ora vive, l'ha ricordata&nbsp;con uno struggente post su Facebook, un ultimo saluto carico di amore per un essere in compagnia del quale avrebbe voluto vivere per anni.</p> <h2>L'epitaffio per Pimpi</h2> <p>"Ti ho cercata a lungo e, alla fine, ti ho trovata dietro le sbarre di un canile - scrive Susanna Tamaro - per un mese, come la Volpe con il Piccolo Principe, sono venuta a trovarti con regolarità&nbsp;perché&nbsp;volevo essere certa che la gioia che provavo io nel vederti la provassi anche tu. E alla fine, quando ti ho portato a casa, è&nbsp;stato subito un grandissimo amore. Eri intrepida, ma mai fanatica, allegra e ubbidiente, amavi i cani, i gatti, i bambini. Amavi il mondo intero e i tuoi occhi osservavano il mondo con inesausta curiosità".</p> <p></p> <p>"Avresti dovuto essere il cane della mia vecchiaia, piano piano, con gli anni, avremmo rallentato il passo insieme - scrive ancora - e poi, un giorno ci saremmo seduti sulla panca davanti casa e avremmo visto il sole tramontare, consapevoli che, oltre il tramonto del giorno, quello sarebbe stato anche il tramonto della nostra vita. Nei lunghi anni di compagnia, con la tua gioiosa felicità&nbsp;saresti stata l'antidoto naturale all'inevitabile malinconia del passare degli anni. Ma purtroppo non è&nbsp;stato così. Pimpi&nbsp;è&nbsp;morta ieri, uccisa da un boccone avvelenato. Era con me da appena sei mesi".</p> <p>"Addio, piccolo raggio di luce, meraviglioso arcobaleno che hai allietato un tempo purtroppo così&nbsp;breve", conclude.&nbsp;</p> <h2>Come viene punito chi avvelena gli animali</h2> <p>Riccardo Manca, vicepresidente di 'Animalisti Italiani onlus', fa un appello al governo dopo "questo ennesimo crimine a danno di un essere indifeso" affinché&nbsp;siano inasprite "le pene verso chi maltratta o uccide gli animali. Il Parlamento deve trasformare in legge le previsioni dell'ordinanza ministeriale (n.161 del 13-07-2018) contro i bocconi avvelenati - aggiunge - e soprattutto adottare delle misure restrittive sulla vendita delle sostanze velenose facilmente reperibili in commercio. Questi prodotti tossici rappresentato tra l'altro una minaccia per l'ambiente, avvelenando la catena alimentare, si inquina il suolo e le sue falde acquifere".</p> <p>"La nostra associazione si costituirà&nbsp;parte civile - aggiunge Manca - chi ha visto qualcosa denunci l'accaduto, anche in modo anonimo. Chiediamo all'amministrazione comunale, come previsto dalla legislazione nazionale vigente, di intensificare immediatamente i controlli nelle zone in cui vengono segnalate queste problematiche, e bonificare l'area in cui è&nbsp;stato rinvenuto il boccone avvelenato. A Susanna esprimiamo il nostro cordoglio per la perdita di un fido compagno di vita".</p> <p>"Solidarietà&nbsp;e vicinanza all'amica Susanna Tamaro per la morte della sua cagnetta, uccisa dal 'solito' boccone avvelenato" viene dall'onorevoe Michela Vittoria Brambilla. "E' sorprendente, in materia, l'inerzia del governo e dello stesso Parlamento - aggiunge l'ex ministro - eppure non dovrebbe essere cosi' difficile trasformare in legge l'ordinanza ministeriale, che viene reiterata ogni anno, e rafforzarla, come prevede una proposta di legge che ho firmato e depositato il primo giorno di questa legislatura, introducendo nel codice penale un articolo specifico che punisca chi 'prepara, miscela, detiene, utilizza, colloca o abbandona esche o bocconi avvelenati o contenenti sostanze nocive o tossiche, compresi vetri, plastiche e metalli o materiale esplodente, che possono causare intossicazioni o lesioni o la morte di una persona o di un animale'".&nbsp;</p> <h2>L'addio a Trudy</h2> <p>Ad agosto 2017 la scrittrice aveva perso un altro cane cui era molto affezionata, Trudy, e aveva raccontato sempre su Facebook del momento in cui si era sentita pronta ad accogliere un altro animale. "Comincio a sentire quella vaga inquietudine a cui ormai ho imparato a dare un nome" scriveva nel giugno 2018, "Desiderio di un altro cane. Ci sono alcune persone che, dopo aver perso un fedele amico a quattro zampe, si rifiutano di prenderne un altro perché non&nbsp;sono in grado di superare il dolore del distacco. Io non sono tra quelle. I cani fanno troppo parte della mia vita perché possa pensare di farne a meno. In questo momento sono al minimo storico, ne ho solo due. Certo, non intendo tornare ai fasti di un tempo quando di cani ne avevo addirittura sette perché non sono più così giovane, tuttavia penso di avere spazio nel mio cuore e nella mia casa per un paio di amici pelosi. E così ho iniziato ad andare in giro per i canili alla ricerca di uno o più colpi di fulmine.&nbsp;</p> <p><br> &nbsp;</p>

Chi sono i terroristi latitanti ai quali l'Italia dà la caccia
<p>Al lavoro per assicurare alla giustizia i terroristi latitanti di "qualsiasi colore: rossi, neri, bianchi, verdi". L'impegno assunto dal vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, nel giorno del ritorno in Italia di Cesare Battisti riguarda potenzialmente almeno una quarantina di nomi: uomini e donne che, dopo anni di militanza nella lotta armata, hanno cercato (e trovato) rifugio all'estero dopo aver partecipato a omicidi, rapine, sequestri, attentati.</p> <p>Il caso probabilmente più&nbsp;eclatante è&nbsp;quello di <strong>Alessio </strong><strong>Cassimirri</strong>, ex br, condannato all'ergastolo per la strage di via Fani costata la vita ad Aldo Moro e agli uomini della scorta: vive da anni in Nicaragua, dove gestisce un ristorante di pesce.</p> <p>A Managua trovò&nbsp;rifugio anche <strong>Manlio Grillo</strong>, ex di Potere Operaio, condannato per il rogo di Primavalle insieme con <strong>Achille Lollo</strong>, scappato invece in Brasile: la loro condanna a 18 anni è&nbsp;caduta in prescrizione.</p> <p>In Sud America, forse in Perù, fuggì&nbsp;anni fa il militante di Prima Linea <strong>Oscar Tagliaferri</strong>, anche lui ricercato per omicidio e rapina ma la 'colonia' più&nbsp;nutrita resta sicuramente quella accolta in Francia, sotto l'ombrello protettivo della famosa, o famigerata - a seconda dei punti di vista - "dottrina Mitterrand".</p> <p>Ne fanno parte, tra gli altri, <strong>Giorgio Pietrostefani</strong>, fondatore con Adriano Sofri, di Lotta Continua, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi; <strong>Sergio Tornaghi</strong>, della colonna milanese Walter Alasia, condannato all'ergastolo per partecipazione a banda armata; <strong>Marina Petrella</strong>, br accusata di concorso nell' omicidio di un agente; <strong>Enrico Villimburgo</strong>, condannato all'ergastolo nel processo Moro ter.</p> <p>Oltralpe hanno trovato accoglienza anche due altre brigatisti di spicco come <strong>Simonetta Giorgieri</strong>&nbsp;e <strong>Carla Vendetti</strong>, della colonna toscana, condannate nel processo Moro ter.Un altro componente del commando entrato in azione in via Fani;, <strong>Alvaro Lojacono</strong>, accusato anche dell'uccisione di un giudice, e' diventato invece cittadino svizzero, dopo periodi di latitanza in Brasile e Algeria.</p> <p>Diverso il caso di&nbsp;<strong>Delfo Zorzi</strong>, ex Ordine Nuovo, ricercato in relazione alle stragi di piazza Fontana a Milano e di piazza della Loggia a Brescia, accuse dalle quali poi è stato assolto. Vive in Giappone, con un nome nuovo, e lavora nell'import export nel campo della moda. Altri terroristi si troverebbero dispersi tra Argentina, Cuba, Libia, Angola e Algeria.</p>

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