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Gita in Barca alla Scala dei Turchi

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Valle dei Templi, uno dei Patrimoni più belli e preziosi dell'Umanità

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La Zona Archeologica di Agrigento si trova nella parte meridionale della Sicilia, in sud Italia.

L’UNESCO ha deciso di inserire l’area archeologica di Agrigento nel prestigioso elenco dei siti “Patrimonio Mondiale Dell'Umanità” perché: Agrigento rappresenta, ancora oggi, la cultura greca.
L’UNESCO, arriva a questa decisione nel 1997, considerando che è di particolare rilievo il complesso dei templi dorici presente ad Agrigento ed  è uno dei principali esempi non soltanto dell’arte, ma dell’intera cultura greca.
L'UNESCO ha tenuto in forte considerazione il fatto che Agrigento sia stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo e che i suoi templi si siano conservati quasi intatti fino ai giorni nostri.

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Storicamente Akragas Agrigentum. Questo il nome dell’Agrigento di epoca greca che si è conservata in ottimo stato fino ai tempi nostri, come dimostra la Valle dei Templi.
I primi ad arrivare da queste parti
furono abitanti della città di Gela, originari delle isole greche di Creta e Rodi (581 a.c.).
Il periodo di massimo splendore di Siracusa coincide con quello della Magna Grecia ed in questo periodo Akragas Agrigentum si ricorda come uno dei centri più attivi che, in Sicilia, pare fosse
seconda solo a Siracusa.
Quanto alla sua bellezza, basta ricordare il poeta greco Pindaro che la definì “la più bella città dei mortali”.

 

Il tempio di Giunone, il Tempio della Concordia, il Tempio di Eracle, il Tempio di Zeus Olimpico, il Tempio di Castore e Polluce, il Tempio di Vulcano, il Tempio di Esculapio.
Sono sette i templi della mitica Valle di Agrigento e tutti in condizioni di conservazione
eccezionali.
A questi va aggiunta la Tomba di Terone, eretta per ricordare i caduti della seconda guerra punica.
Insomma, qui la storia è di casa ed Agrigento, all’interno del bacino del Mediterraneo, ne è stata il fulcro  per parecchi secoli.

 

L’area archeologica di Agrigento, con la sua Valle dei Templi, è la testimonianza più significativa della civiltà greca in Sicilia.
I Templi di quest’area, sorgono tra campagne di mandorli e fiori, quasi a voler essere incorniciati
in uno scenario che li rende immortali.
I Templi di stile dorico sono stati edificati a partire dal quinto secolo avanti Cristo con tufo calcareo trovato in loco. Ad essere meglio conservato (praticamente appare integro) è il Tempio
della Concordia che deve il suo nome ad una iscrizione latina trovata nei pressi del Tempio stesso.
Affascinanti anche i Templi di Eracle (Ercole) che è il più antico e quello di Zeus Olimpico
(Giove) con i suoi telamoni, enormi statue dalle sembianze umane.
Vi sono poi il Tempio di Giunone, di Castore e Polluce, di Vulcano e di Esculapio. Affascinante anche la posizione dei Templi, tutti rivolti verso Est in modo che la statua raffigurante la divinità all’interno del Tempio venisse irradiata dal sole che sorge la mattina.

 

La cattedrale di San Gerlando, in Agrigento, è nota, oltre che per la sua bellezza, anche per un particolare fenomeno detto “portavoce”. La tradizione vuole che dall’abside, la parte terminale della chiesa, complice il silenzio della cattedrale, si riesca a sentire ciò che viene bisbigliato all’ingresso.

 

La Valle dei Templi è aperta dalle 8.30 alle 19.00 tutti i giorni compresi domeniche e festivi.

info@valledeitempli.it

 

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Sparatoria in un bar nel Milanese, un ferito grave
<p>Sparatoria in un bar dell'hinterland milanese. Un 40enne di origine albanese è&nbsp;rimasto ferito gravemente dopo essere stato raggiunto da un colpo allo sterno, è&nbsp;ora ricoverato in codice rosso all'ospedale San Raffaele di Milano. Il fatto è&nbsp;accaduto intorno alle 20 di questa sera presso un bar in via Palermo a Limito, frazione di Pioltello, nel milanese. Non è&nbsp;ancora chiara la dinamica dell'accaduto e l'identità&nbsp;del ferito non è&nbsp;ancora stata resa nota.</p> <p>Sul posto sono arrivati anche i carabinieri della compagnia di Cassano d'Adda per avviare le indagini sull'accaduto. Successivamente, un altro uomo si è presentato spontaneamente al pronto soccorso dell'ospedale di Cernusco sul Naviglio riferendo di essere stato ferito in un bar di Pioltello. Una versione in fase di verifica sempre da parte dei militari.</p>

Maltempo in tutta Italia. Situazione critica in Alto Adige
<p><a href="https://www.agi.it/cronaca/brugnaro_commissario_venezia_acqua_alta-6565730/news/2019-11-16/">Venezia</a>&nbsp;e non solo. L'ondata di maltempo che ha colpito l'Italia da nord a sud non accenna a diminuire. In laguna la preoccupazione di tutti i cittadini e delle istituzioni è&nbsp;concentrata su domenica, quando è&nbsp;previsto un ulteriore peggioramento con un picco ancora più&nbsp;alto: la marea raggiungerà, secondo il bollettino del Centro Maree, i 160 centimetri alle 12.30. "Sarà&nbsp;una giornata dura", ha detto il sindaco Brugnaro. Tutte le scuole e molti uffici e negozi restano chiusi. Chiusi, domani, anche tutti i musei, Correr escluso. Settecento gli interventi portati a termine dai vigili del fuoco.</p> <p>La neve dei giorni scorsi ha messo in ginocchio l'<strong>Alto Adige</strong>, dove da stamattina ci sono vallate isolate, oltre 60 strade chiuse, passi di montagna inagibili per rischio valanghe: la ferrovia del Brennero, interrotta ieri sera per una frana, è&nbsp;stata riaperta. Dodicimila le utenze al buio ma una nuova, intensa perturbazione è&nbsp;attesa nella tarda serata di oggi. Di grado 4 'forte' il pericolo valanghe in tutto l'Alto Adige e nel Trentino orientale e occidentale.&nbsp;</p> <p>Forti disagi, sempre legati alla neve, sulle <strong>montagne bresciane</strong>: Ponte di Legno è rimasta senza corrente per la caduta di numerosi alberi sui cavi della linea elettrica. La Protezione civile del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> ha diramato un'allerta meteo di codice rosso, dalle 18 di oggi alle 12 di lunedì&nbsp;prossimo per rischio idrogeologica nel Pordenonese e di codice arancione sul resto della regione per piogge molto intense, neve, vento forte, acqua alta e mareggiate. Nelle prossime ore sono previste precipitazioni&nbsp;intense e temporalesche, soprattutto sulle Prealpi Carniche e in Carnia.&nbsp;</p> <p>Il maltempo non ha risparmiato nemmeno la <strong>Liguria</strong>, dove le forti piogge hanno causato degli smottamenti. Allerta della protezione civile per Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna: la perturbazione atlantica che sta investendo il Paese porterà&nbsp;piogge e nevi a quote medio alte.</p> <p>Nelle ultime 24 ore il Po - secondo Coldiretti - si è&nbsp;gonfiato di circa un metro e mezzo in provincia di <strong>Reggio Emilia</strong> ma gli effetti del maltempo si fanno sentire anche nei grandi laghi del nord come il Maggiore con un grado di riempimento dell'87%, Garda all'84% e Como al 77%.</p> <p>Numerosi gli interventi di soccorso anche tra la <strong>Toscana</strong> e il Lazio dopo i forti temporali e le raffiche di vento. Ieri a causa dell'esondazione del fiume Elsa un'onda di fango ha invaso le terme libere di Saturnia, nel comune di Manciano, tornate pienamente agibili. Fiume Arno sorvegliato speciale a <strong>Pisa</strong> dove, intorno alle 19, è&nbsp;prevista una probabile ondata di piena.&nbsp;</p> <p>A <strong>Roma e provincia</strong> numerose segnalazioni, l'80% delle quali per caduta di alberi, rami, tegole e pali pubblici e per infiltrazioni d'acqua in appartamenti. Il cimitero del Verano resterà&nbsp;chiuso fino a lunedi'. Una vera e propria emergenza sul litorale, soprattutto nella parte che va da Fiumicino a Civitavecchia. Problemi anche a Ostia e Torvaianica. Tante le richieste di aiuto nel Comune di Fiumicino, mini tromba d'aria a Torvaianica. Ad Ariccia, ai Castelli Romani, un albero è&nbsp;caduto su un veicolo con a bordo un uomo e una bambina di 5 anni, rimasti illesi.</p> <p>In <strong>Sardegna</strong> è&nbsp;scattata nel pomeriggio l'allerta gialla (ordinaria) per rischio idrogeologico: fino alle 14 sono previsti temporali, anche molto intensi.&nbsp;</p>

Venezia col fiato sospeso. Atteso un nuovo picco di marea
<p>Venezia trattiene il fiato. Dopo una decina di giorni di alta marea con il disastroso picco di 187 centimetri raggiunto martedì&nbsp;notte, si teme un'altra "apocalisse". Così la definiscono molti veneziani alle prese con la conta dei danni. Da parte sua, il sindaco <strong>Luigi Brugnaro</strong>, da oggi Commissario delegato per l'emergenza, non nasconde le difficoltà&nbsp;di questa città unica, magica, ma anche molto difficile, in balia di acqua e vento.</p> <p>"Sarà&nbsp;una giornata dura anche domani" per Venezia, ha ammesso, con le previsione del centro Maree che indicano acqua alta fino a 160 centimetri. Da dire però&nbsp;che "i venti sono in diminuzione" e la situazione è ancora molto incerta. I veneziani incrociano le dita, "fino a 160 cm di acqua ce la possiamo fare, oltre no". E Brugnaro li rassicura: "abbiamo tutte le forze disponibili sul campo. Sono picchi alti, importanti, ma difficile che facciano più&nbsp;danni rispetto a quelli" che ci sono stati dopo martedì notte. Intanto il bollettino del Centro Maree appena aggiornato prevede acqua alta stanotte alle 3 fino a 130 centimetri, che è&nbsp;già&nbsp;tanto. E un livello massimo alle 12:30 di domattina di 160 centimetri: in questi casi si parla di "alta marea eccezionale" con una viabilità&nbsp;pedonale allagata al 77%.&nbsp;</p> <p>Per adesso la 'buona notizia' è la firma dell'ordinanza dal Capo della protezione civile Angelo Borrelli, con la quale sono stati sospesi i mutui per un anno ed è&nbsp;stato nominato un Commissario, Brugnaro per l'appunto, con ampi poteri. Tra questi anche quello di redigere un piano di interventi e fare una ricognizione complessiva dei fabbisogni per il ristoro dei danni, che secondo una prima stima ritiene siano "superiori al miliardo". A tutti coloro che sono stati danneggiati chiede di "fare presto" e inviare entro "tre settimane" la documentazione che possa provare con foto e ricevute, i danni subiti.</p> <p>Come previsto, l'ordinanza prevede un primo rimborso di 5 mila euro per i privati e di 20 mila per le aziende, secondo lo schema indicato dal premier Conte. E Borrelli precisa che "In questa fase sono stati stanziati 20 milioni di euro dal Cdm per l'adozione dei primi provvedimenti urgenti che riguardano le voci di soccorso e assistenza alla popolazione, il ripristino della funzionalità&nbsp;dei servizi che sono stati danneggiati a causa della marea". La presenza del Governo e anche la sua azione "assolutamente tempestiva" è&nbsp;stata apprezzata dal sindaco e dal Capo della protezione civile.</p> <p>Dopo la visita del presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte</strong>, e di altri rappresentanti delle istituzioni, è stata la volta del presidente del Senato <strong>Maria Elisabetta Alberti Casellati</strong> e del ministro dell'Interno <strong>Luciana Lamorgese</strong>, entrambe molto legate alla città, la prima in quanto veneta e la seconda per gli anni passati alla guida della Prefettura di Venezia. Hanno fatto un sopralluogo insieme anche al presidente della Regione <strong>Luca Zaia</strong>, camminando nell'acqua alta di San Marco.</p> <p>Non esita Casellati a dire che "Occorre rifinanziare la legge speciale per Venezia", trovando subito la sponda del ministro Lamorgese. Venezia è&nbsp;"un patrimonio dell'umanita', abbiamo il dovere di preservarlo. Ma fino a oggi è stato in pericolo costante. Adesso - sottolinea il presidente - bisogna mettere in atto tutte quelle misure che possono servire perché&nbsp;non succeda più quello che è&nbsp;accaduto. Siamo in una grave emergenza". Prima di tutto va finito il <a href="https://www.agi.it/cronaca/venezia_mose_acqua_alta-6554809/news/2019-11-15/">Mose</a>, che ormai è&nbsp;completo al 93 per cento. E poi come auspica Lamorgese "serve una visione", che vada oltre l'emergenza, per mettere al sicuro Venezia "una città&nbsp;che è&nbsp;di tutto il mondo".</p>

Piove su tutta l'Italia. A Venezia è ancora emergenza
<p>Il picco di <strong>acqua alta</strong> a Venezia di oltre 1 metro e mezzo e i danni per milioni di euro non sono gli unici problemi causati dall'<strong>ondata di maltempo</strong> che negli ultimi giorni ha colpito l'Italia. La neve dei giorni scorsi ha messo in ginocchio l'Alto Adige, dove da stamattina ci sono vallate isolate, oltre 60 strade chiuse, passi di montagna inagibili per rischio valanghe, la <a href="https://www.agi.it/cronaca/maltempo_linea_ferroviaria_brennero_interrotta-6561539/news/2019-11-15/">ferrovia del Brennero interrotta a Bolzano</a>&nbsp;a causa una frana caduta sui binari e circa 12.000 utenze senza corrente elettrica (la maggior parte nella zona di Castelrotto). A <strong>Lasa</strong>, paese altoatesino della <strong>Val Venosta</strong>, l'acqua potabile alla popolazione viene portata con le autobotti.</p> <p><img alt="" src="https://images.agi.it/pictures/agi/agi/2019/11/16/181733543-9f895a9b-aaa1-41f1-8f0e-05eb7d25163c.jpg"></p> <p>L'acqua alta continua a non dare tregua alla città&nbsp;di Venezia. La preoccupazione di tutti i cittadini e delle istituzioni è&nbsp;concentrata su domenica, quando è&nbsp;previsto un ulteriore peggioramento con un picco della marea che&nbsp;raggiungerà, secondo il bollettino del Centro Maree, i 160 centimetri alle 12.30.</p> <p>Oggi in città&nbsp;c'è&nbsp;stata la visita del presidente del Senato,<strong> Maria Elisabetta Alberti Casellati</strong>, e del ministro dell'Interno, <strong>Luciana Lamorgese</strong>. La giornata è&nbsp;iniziata nella sede della polizia locale a Palazzo Poerio, e prima di prendere il motoscafo in direzione <strong>San Marco</strong>, Casellati ha lanciato un appello: "Occorre che una volta passata l'emergenza non si spengano le luci su Venezia. Venezia ha bisogno di attenzione. Adesso credo sia il momento del fare, e <a href="https://www.agi.it/cronaca/venezia_mose_acqua_alta-6554809/news/2019-11-15/">se il Mose serve come sembra a qualcosa per evitare i disastri</a>&nbsp;che ci sono stati, occorre finirlo".</p> <p>Oggi, sabato, situazione in leggero miglioramento sul resto del Veneto. Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione civile ha emesso nella notte un aggiornamento del bollettino meteo che, fino alle ore 20 riduce da rossa (stato di allarme) ad arancione (stato di preallarme) la situazione in alcuni bacini idrografici della Regione. Una nuova fase di <strong>perturbazioni</strong>, anche in questo caso, è&nbsp;attesa dalla sera di sabato al pomeriggio di domenica.</p> <p>Il maltempo non ha risparmiato nemmeno la <strong>Liguria</strong>, dove le forti piogge hanno causato degli smottamenti. A <strong>Zoagli</strong>, in provincia di Genova, nella notte, una frana ha interrotto temporaneamente la circolazione da e per la frazione di<strong> Semorile</strong>. Alcuni massi sono precipitati sulla strada da un terreno privato. Fortunatamente non sono rimaste coinvolte persone o abitazioni. La viabilità&nbsp;è&nbsp;stata ripristinata con una riduzione della carreggiata.</p> <p>Tra la<strong> Toscana</strong> e il<strong> Lazio</strong> sono stati numerosi gli interventi, dopo i forti temporali e le raffiche di vento. Venerdì a causa dell'esondazione del fiume Elsa un'onda di fango ha invaso le <strong>terme libere di Saturnia</strong>, nel comune di Manciano, che solo sabato mattina sono tornate alla normalità. Mentre a Roma e provincia sono stati necessari oltre 100 interventi dei vigili del fuoco.</p> <p>La maggior parte delle segnalazioni, circa l'80%, sono state fatte a causa della <strong>caduta di alberi</strong>, di rami pericolanti, tegole, caduta di pali pubblici e per infiltrazioni d'acqua in appartamenti. Una vera e propria emergenza e' stata affrontata sul litorale Laziale, soprattutto nella parte che va da <strong>Fiumicino</strong> a<strong> Civitavecchia</strong>. Diversi problemi si sono registrati anche a<strong> Ostia</strong> e<strong> Torvaianica</strong>.</p> <p>Tante le richieste di aiuto nel Comune di Fiumicino: in totale sono stati 19 gli interventi della polizia locale di cui 9 per alberi o rami abbattuti dal forte vento. A Torvaianica una piccola tromba d'aria ha danneggiato il tetto della scuola elementare "Don Milano" e due alberi sono caduti all'esterno della scuola "Enea". Problemi anche ad <strong>Ariccia</strong>, ai Castelli Romani, dove a causa del vento un albero è&nbsp;caduto su un veicolo con a bordo un uomo e una bambina di 5 anni, rimasti illesi.&nbsp;</p>

Che cosa c'è nell'acqua della Laguna di Venezia
<p>La Laguna di <strong>Venezia</strong> è riconosciuta&nbsp;<strong>Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco</strong>, ha una superficie di circa 550 km quadrati, di cui l'8% sono terreni emersi (la città di Venezia e molte isole minori), il 12 % acqua o canali dragati, e il restante 80% piane di marea fangose, paludi d'acqua salata o artificiali casse di colmata. Le <strong>bocche di porto</strong>, inizialmente più numerose, sono state ridotte a tre: Lido-S. Nicolò, Malamocco e Chioggia. Ma di che qualità è l'acqua della Laguna?</p> <p>Non un granché, a dar retta proprio a un rapporto dell'Unesco, che elenca gli inquinanti che la avvelenano e ha lanciato da tempo l'allarme per il&nbsp;processo d'erosione&nbsp;di ampie superfici coperte da velme (quella porzione melmosa di fondale che emerge con le basse maree) e&nbsp;&nbsp;barene (gli spazi&nbsp;di terra emersa, poco al di sopra del pelo medio marino, argillosa). Proprio per contrastare le inondazioni dell'acqua alta è stato&nbsp;progettato e quasi completamente realizzato il <a href="https://www.agi.it/cronaca/venezia_mose_acqua_alta-6554809/news/2019-11-15/">Mose</a>.&nbsp;</p> <p>Secondo l'Unesco&nbsp;le principali fonti di&nbsp;<strong>inquinamento</strong> delle acque lagunari&nbsp;sono determinate dagli scarichi industriali di origine civile e agricola che vengono sversati direttamente in laguna o introdotti tramite la rete idrografica del bacino scolante, ossia il territorio la cui&nbsp;rete idrica superficiale&nbsp;scarica - in condizioni di deflusso ordinario - nella laguna di Venezia.</p> <p>L'insediamento&nbsp;industriale&nbsp;di <strong>Porto Marghera</strong>&nbsp;e in particolare il Petrolchimico ha costituito per molto tempo una delle principali fonti di inquinamento della laguna veneta.&nbsp;Le fonti di inquinamento non sono soltanto quelle prodotte dalle attività industriali ma sono anche quelle derivate dagli&nbsp;<strong>scarichi di tipo domestico</strong> dei centri abitati lagunari&nbsp;privi di adeguati sistemi di depurazione e l'apporto di sostanze inquinanti provenienti dai terreni&nbsp;agricoli concimati del bacino scolante.&nbsp;</p> <p>L'Unesco ha anche dato delle linee di indirizzo per migliorare la qualità dell'acqua della Laguna, sintetizzate in 7 punti:</p> <ol> <li>Migliorare la qualità dei corsi d'acqua del bacino scolante secondo gli indirizzi del nuovo Piano del distretto.</li> <li>Ridurre i carichi inquinanti in laguna provenienti dalle attività industriali, agricole e dai reflui urbani.</li> <li>Completare la conterminazione dei siti inquinati di Marghera.</li> <li>Attuare gli interventi di messa in sicurezza del Sito di interesse nazionale di Porto Marghera avviati dal Magistrato alle Acque di Venezia.</li> <li>Allontanare il traffico delle petroliere in laguna per prevenire il rischio di un disastro ecologico con il terminal off-shore ora in corso di progettazione.</li> <li>Realizzare ulteriori aree umide di fitodepurazione lungo la gronda lagunare e sul bacino scolante</li> <li>Attuare operazioni di dragaggio e asportazione dei sedimenti contaminati dai fondali dei canali industriali.</li> </ol>

Una lettera di minacce per Conte nella sede dell'Inter
<p>Minacce sì, ma non ricevute direttamente dall'allenatore dell'Inter Antonio Conte, bensì&nbsp;in una "lettera minatoria" arrivata nella sede del club 'FC Internazionale Milano' che - comunica ufficialmente - "come da prassi in questo genere di situazioni, ha provveduto a rivolgersi alle autorità&nbsp;competenti".</p> <p>La missiva sarebbe in italiano sgrammaticato e con un proiettile all'interno. "Di conseguenza" l'allenatore Antonio Conte - continua la nota del club di viale della Liberazione - non si è&nbsp;recato in prima persona a sporgere denuncia". Parole che confermano la dura presa di posizione, sui social, di Elisabetta Muscarello, moglie dell'allenatore nerazzurro. "Per la cronaca, la storia del proiettile è&nbsp;una bufala. E comunque in Italia siamo messi proprio male sulla comunicazione... per la serie: mi alzo, invento e scrivo! Senza pensare mai alle conseguenze!".</p> <p>Le indagini sono coordinate dalla Procura di Milano e affidate al nucleo investigativo dei Carabinieri del capoluogo meneghino. In attesa di fare piena chiarezza, la Prefettura di Milano ha attivato la "vigilanza dinamica", cioè&nbsp;un frequente passaggio di macchine di polizia e carabinieri, nei confronti della sede del club nerazzurro e dell'appartamento di Antonio Conte.</p> <p>Sull'episodio si è&nbsp;espresso il primo cittadino di Milano, Beppe Sala. "Non ne sapevo niente. Non so neanche il motivo per cui oggi alla fine sembra cosi' facile che manifestazioni d'odio si rivolgano ai singoli anche in maniera sorprendente. La solidarietà" in questi casi "è&nbsp;per definizione: non riesco neanche a immagine il motivo per cui un allenatore di calcio possa venire minacciato. Gli scriverò" ha concluso.&nbsp;</p>

Maltempo: il livello del Po sale di 1,5 metri in 24 ore
<p>&nbsp;Il Po si è gonfiato di circa 1,5 metri nelle ultime 24 ore sotto la spinta dei nubifragi che si sono abbattuti senza tregua. E' quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti a Boretto in provincia di Reggio Emilia che è rappresentativo della situazione di sofferenza dei corsi d'acqua come dimostra l'allerta emessa da Protezione civile e Arpae anche con codice rosso, per la tenuta dei corsi d'acqua nella pianura emiliana. Gli effetti del maltempo si fanno sentire – sottolinea la Coldiretti – anche nei grandi laghi del nord come il Maggiore con un grado di riempimento dell'87%, quello di Garda all'84% e quello di Como al 77%, tutti con livelli ben oltre la media del periodo. E' il risultato di giorni di pioggia torrenziale con l'Italia colpita a novembre da circa 6 nubifragi al giorno con tempeste di pioggia, vento, trombe d'aria e grandine con un aumento record del +57% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo un'elaborazione di Coldiretti su dati ESWD. Una situazione che, spiega la Coldiretti, ha provocato decine di milioni di euro di danni alla pesca e all'agricoltura con la richiesta dell'avvio delle procedure per lo stato di calamità nelle zone più&nbsp;colpite.</p>

Sgominata la banda dell'Audi nera, incubo delle ville del centro-nord
<p>La banda dell' "<strong>Audi nera</strong>", smantellata con l'arresto di sei persone, tutte albanesi, ha messo a segno decine di colpi in tutta l'Italia del<strong> centro-nord</strong> colpendo nelle province di Frosinone, Ravenna, Perugia, Bologna, Modena e Reggio Emilia, mentre sono stati accertati collegamenti con diverse batterie operanti in altre città&nbsp;d'Italia tra cui Milano, Venezia, Vicenza e Ascoli.</p> <p>Le rapine, inoltre, venivano commesse spesso con <strong>persone presenti </strong>all'interno delle case. L'indagine, condotta dagli agenti commissariato Aurelio è&nbsp;iniziata circa un anno fa quando i poliziotti sorpresero alcuni degli uomini arrestati, riusciti in quell'occasione a fuggire, durante "un cambio macchina" dopo aver commesso un furto a <strong>Trevignano</strong> e <strong>Bracciano</strong>.</p> <p>Le successive indagini, portate avanti con <strong>intercettazioni</strong> e&nbsp;appostamenti su tutto il territorio nazionale, hanno messo fin da subito in luce l'esistenza di un<strong> gruppo strutturato</strong> di veri e propri professionisti, che si vantavano di guadagnare in un solo inverno in Italia più&nbsp;di <strong>un milione di euro</strong>.</p> <p>Per guadagnarsi l'impunità&nbsp;ed eludere eventuali pedinamenti o appostamenti, i banditi adottavano sempre una serie di accorgimenti che li hanno portati perfino a sospendere le attività&nbsp;criminose e a far ritorno in Albania per far calmare le acque.</p> <p>La misura cautelare, emessa dal gip di Spoleto, viene contestato il reato associativo nei confronti tre persone tra i 4 e i 29 anni, tutte&nbsp;di nazionalità&nbsp;albanese. Dopo la cattura di uno di loro, avvenuta a <strong>Reggio Emilia</strong>, gli investigatori hanno preparato il blitz nel covo romano: durante l'appostamento di preparazione i poliziotti sono stati informati che, poche ore prima, la banda aveva messo a segno un colpo in un piccolo centro del frusinate ed era fuggita&nbsp;rubando una Volkswagen Golf.</p> <p>Gli agenti hanno fatto irruzione nelle abitazioni trovando gli altri tre&nbsp;destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare, anche loro tutti albanesi e tra ui 24 e i 34 anni, che vivevano in Italia nonostante fossero stati già espulsi&nbsp;come misura alternativa alla detenzione. Sono indagate a piede libero altre 9 persone, tra cui 2 donne, che, seppur con un ruolo marginale, hanno concorso nei reati principali.</p> <p>In due occasioni, intercettati dalle forze dell'ordine, i malviventi hanno forzato i posti di blocco a Perugia e Frosinone, con rocamboleschi inseguimenti finiti con la distruzione delle auto. Gli indagati, che privilegiavano l'uso di Audi in allestimenti sportivi, si spostavano prevalentemente con una berlina 'pulita' ed erano soliti nascondere le auto rubate, tutte di grossa cilindrata, nei luoghi più&nbsp;disparati della <strong>Capitale</strong> come ad esempio il parcheggio di un ospedale o in box privati.</p> <p>Grazie alla complicità&nbsp;di una fitta rete di fiancheggiatori, la refurtiva, gli attrezzi atti allo scasso, i lampeggianti, gli scanner, i telefoni cellulari completi di schede nonché&nbsp;l'attrezzatura per commettere i furti, frullini, mazzette piedi di porco, venivano nascosti in un terreno.</p> <p>Durante la preparazione dei colpi la banda usava cellulari con un traffico estremamente limitato, il più&nbsp;delle volte intestati a cinesi residenti nella provincia di Napoli, e le auto erano sempre registrate a un prestanome. Durante l'indagine sono state sequestrate <strong>una decina di Audi rubate</strong> e una&nbsp;refurtiva fatta di orologi<strong> Rolex, Cartier, Gucci</strong> e altre marche, numerosi gioielli d'oro, <strong>diamanti</strong>, nonché&nbsp;borse e oggetti di pregio utilizzati dalle compagne degli arrestati.&nbsp;</p>

Cade in discoteca e batte la testa, giovane in prognosi riservata a Bergamo
<p>È stato ricoverato in gravi condizioni e rimane in prognosi riservata un ventitreenne di Ranica (Bergamo) che la scorsa notte è&nbsp;caduto da una scala in discoteca battendo violentemente la testa sul selciato. Tutto è&nbsp;accaduto poco prima delle cinque in un locale di Treviolo. Sul posto un'automedica e un'ambulanza del 118, che hanno portato il giovane all'ospedale "Papa Giovanni". I' carabinieri indagano sull'accaduto.&nbsp;</p>

Gli asportano un tumore al cervello mentre suona il piano
<p>All'ospedale Bufalini di Cesena un musicista affetto da un tumore cerebrale è&nbsp;stato operato da sveglio al cervello mentre eseguiva una melodia musicale al pianoforte. L'intervento - come spiega la&nbsp;Ausl&nbsp;Romagna - è&nbsp;stato eseguito nei giorni scorsi utilizzando la tecnica dell''Awake&nbsp;Surgery' (Chirurgia da sveglio), che consiste nell'operare il paziente in condizione di veglia con un duplice scopo: asportare la massa tumorale e, nel caso specifico, salvaguardare le abilità&nbsp;musicali.&nbsp;</p> <p>"Ciò&nbsp;che rende questo intervento piuttosto raro ed eccezionale", chiarisce Luigino Tosatto, direttore dell'Unità&nbsp;operativa di Neurochirurgia dell'ospedale Bufalini di Cesena, coi colleghi Vincenzo Antonelli e Giuseppe Maimone, "è&nbsp;che in questo paziente, insegnante e cultore di musica jazz, per la prima volta abbiamo localizzato alcune aree cerebrali specifiche per la musica, molto complesse da rilevare, per preservare le sue abilità&nbsp;musicali durante l'asportazione della massa tumorale. Inoltre, questo approccio ci permetterà&nbsp;di comprendere meglio la complessità&nbsp;dei processi cerebrali che sottendono alcune funzioni cognitive superiori della mente umana, fra cui le abilita' artistiche e musicali".</p>

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